Maxi multa al Negroni, lo storico bar di "Amici Miei"

In onore del nono compleanno del locale venne proiettata una scritta luminosa con una multa lievitata fino a 7900 euro. Quella sera era presente anche il sindaco Renzi

La scritta incriminata

"Non faremo più la festa per il decennale dell’apertura del locale, ma organizzeremo il funerale dell’allegria”. Chi parla è Daniele Locchi, titolare dello storico locale Negroni. Pensi a san Niccolò e immagini il Negroni, un binomio indissolubile. Ma soprattutto pensi ad un capolavoro senza tempo del maestro Monicelli, Amici miei. Sì perché oggi è conosciuto come Negroni, ma ieri è stato il bar del Necchi. In quelle stanze sono state girate scene epiche di parte della trilogia, una vera e propria tana per il Conte Mascetti, il Perozzi, il Melandri, il Sassaroli e lo stesso Necchi. Un manifesto alla fiorentinità: da lì partivano le zingarate, lì si consumavano estenuanti partite a carte o stecca, lì si passavano il tempo a volte senza far niente, con quella vena di malinconia presente in tutta la pellicola, ma sempre insieme.

LA VICENDA - Lo scorso anno, il 23 settembre 2010, il Locchi e lo staff del Negroni organizzarono la classica festa di compleanno. Per rendere la serata più magica, il proprietario decise di proiettare sulla parete del palazzo che ospita il bar, un’immagine luminosa, una scritta: "Negroni, 9 years". Apriti cielo; dopo due giorni si presentarono due vigili con un verbale da circa 400 euro. Motivo? Scritta pubblicitaria abusiva, senza cioè l’autorizzazione data dal Comune. Finita qui? Niente affatto. Passano i mesi, si arriva al 30 giugno 2011. Il Locchi quel giorno riceve una nuova visita dalla polizia municipale, stavolta molto meno piacevole. La vicenda dell’insegna non si è chiusa e si è trascinata con sé un’ingiunzione amministrativa, un conto salatissimo, un’ammenda di 7.902,50 euro. “E’ evidente che in questa città si può fare ogni cosa tranne che divertirsi – ribatte Locchi – quello che mi è accaduto è davvero clamoroso. Girando per Firenze si assiste a tutto, ma la mia scritta luminosa è apparsa di scandalo”. Un conto semplice quanto bizzarro. Che sia esposta per un minuto fino ad un massimo di 30 giorni la tariffa per la scritta – pubblicità luminosa è la stessa: 2620 euro. A questa va aggiunto la sanzione amministrativa vera e propria, che in questo caso si aggira attorno ai 5.250 euro; al conto finale vanno aggiunte una manciata di euro per gli interessi e le spese di notifica, ed il gioco (la somma) è fatto. 7.900 euro, ridotti a 4.400 se il Locchi pagherà entro il 4 di settembre e cioè entro 60 giorni dalla notifica dell’ingiunzione. Funziona così per tutto e per diverse fattispecie: se paghi, senza ricorsi e lungaggini, lo Stato ti premia, ti fa lo sconto. “Questa è la legge e non ci possiamo fare niente – continua Locchi – anche gli avvocati mi hanno spiegato che non c’è sostanzialmente metodo per opporsi a questa sanzione che sa tanto di una gabella medievale. Per questo lunedì, come indicato dal verbale, pagherò la somma richiesta. Mi spiace solo che non ero a conoscenza della tariffa, altrimenti avrei tenuto la scritta per i 30 giorni che mi spettavano”.

ASSONANZE – La multa sa di beffa, ancora di più se inserita nel contesto cinematografico. Se per un attimo trasbordiamo la realtà della vicenda nella narrazione su pellicola, le cose si capovolgono improvvisamente. Amici miei Atto Primo: è mattina presto, fuori dal bar il Melandri ed il Perozzi sono in macchina ad aspettare il Mascetti, al telefono con la sua Titti, ed il Necchi, in camera da letto che, diciamo così, sta “lavorando” per ottenere il nulla osta dalla moglie prima dell’imminente zingarata. Il Melandri si impazientisce, comincia a suonare il clacson. Una, due, tre volte. Arriva il vigile e attacca con una battuta storica che è l’inizio di un siparietto epico: “Lei ha clacsonato”. Cominciano le "supercazzole", prima il Melandri, poi il Perozzi, seduto dietro il posto di guida. Il vigile minaccia la multa, prende in mano il libretto dei verbali. Una voce fuori campo lo interrompe, è il Mascetti: “Tarapìa, tapiòco! Prematurata la supercazzola, o scherziamo?”. Lo scherzo va avanti, le parole corrono veloci e volutamente confuse, il senso è l’anti-senso. Ma il vigile è inflessibile allora il Mascetti gioca la carta del potere: “Ma allora io le potrei dire, anche con il rispetto per l'autorità, che anche soltanto le due cose come vice-sindaco, capisce?”. Saltano i nervi alla povera vittima, c’è il rischio che tutti e tre finiscano in commissariato. Arriva il Necchi, fresco e risolutore, e salva tutti continuando nello scherzo.

E' certo che la parola vice–sindaco in questo caso stona poco. Anzi è più corretto salire di uno scalino. Sì perché, tornando alla realtà, la cosa curiosa è che a quella sera di festa di circa un anno fa, c’erano proprio tutti. Compreso il sindaco di Firenze Matteo Renzi, a capo di assessori ed altri esponenti di Palazzo Vecchio. Corsi e ricorsi storici direbbe qualcuno. Tant’è, la legge è uguale per tutti, Locchi ed il Negroni pagheranno per la svista. Con buona pace di tutti, anche del sindaco, che vuole intitolare il “binario degli schiaffi” di Santa Maria Novella a Mario Monicelli.

C’è anche il tempo per alcune riflessioni più serie. Daniele Locchi, infatti, è anche presidente della Confcommercio di Firenze: “Come vice presidente mi sento di dire che è il caso di riflettere su questo episodio, perché una cosa del genere fa capire come chi in questa città accende una luce, poi viene tartassato. Il problema, letto più in generale, diventa ancora più grave. Questa città dovrebbe incentivare chi fa qualcosa di positivo, e non ostacolarlo e considerarlo un pericolo”. Con questa convinzione, la testa pensante del Negroni ha maturato l’idea del “funerale dell’allegria”. C’è già una data, mercoledì 23 settembre, dalle 19,00 in poi. Non di giovedì, come è da tradizione.  Motivo? “Il giorno dopo sarebbe attiva ancora la zona ztl estiva, non voglio suscitare ulteriori problemi”. Niente paura comunque “da buoni fiorentini – conclude Locchi – prendiamo tutto con ironia e dunque ci divertiremo seppur in un ambiente caratterizzato da tinte fosche e da cocktail creati ad hoc. Devo ancora decidere se chiamare qualcuno a suonare. I non addetti ai lavori non lo sanno ma promuovere una serata con un po’ di musica in un locale di Firenze è più complesso che organizzare il Festival di Sanremo”.

 

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