Movida molesta, la protesta di Santo Spirito: “Il Comune? Non fa nulla, pronti a vie legali”

Gli abitanti del rione replicano al sindaco Nardella: “Si faccia vedere qui, il nostro diritto di dormire non vale niente?"

“L'appello del sindaco ad evitare lo 'scontro sociale'? Belle parole, ma noi qui non l'abbiamo mai visto”. I residenti di piazza Santo Spirito e dintorni provano ad organizzarsi e, dopo le innumerevoli denunce di 'mala-movida' lanciate dal 'libera tutti' del post coronavirus, ieri pomeriggio si sono trovati in piazza - una ventina in tutto - per discutere di cosa fare.

“Cori da stadio, risse, urla, gente che urina sui muri della chiesa. Fino all'alba”, dicono, per l'ennesima volta, gli abitanti rimasti a vivere nella zona. Quali possibili passi intraprendere?

“Io sono pronta alle vie legali contro il Comune, perché abbiamo diritto alla sicurezza urbana, al sonno. Senza contare le conseguenze negative su chi il giorno dopo deve lavorare”, dice Camilla Speranza.

I residenti avevano annunciato il presidio ma dell'amministrazione comunale non si è fatto vedere nessuno. “Siamo esasperati. Ci sentiamo presi in giro, non cambia nulla. Giovani e meno giovani si ubriacano fino all'alba e guardate com'è ridotta la basilica. E' un orinatoio, oltre alle scritte e alle bestemmie che compaiono sul muro”, prosegue la donna.

In piazza ci sono anche alcuni titolari di attività, come Fabrizio Valleri de' 'I Raddi' (il 'Vallero', calciante dei Bianchi e anche candidatosi ma non eletto alle ultime comunali) e Neri Brunacci del 'Volume'. Tra loro e i residenti volano anche scintille, anche se si tenta di mediare e la 'foto di gruppo' poi è tutti insieme.

“Dovete chiudere prima”, dice qualcuno. “Chiudere prima non serve, le persone sul sagrato restano molto dopo l'orario di chiusura dei locali. E non siamo certo noi a vendere le bottiglie che si trovano in piazza. Il problema è la mancanza di alternative da offrire ai giovani”, dice Brunacci.

I residenti chiedono al Comune di vietare l'asporto anche per i bicchieri di plastica. Una questione difficile da risolvere per Palazzo Vecchio, soprattutto dopo mesi di lockdown e fame di lavoro.

“Ma quello che succede è davvero inaccettabile, non ne possiamo più. Da parte dell'amministrazione manca il dialogo”, dice Simone Martini, un altro abitante della zona.

“Le forze dell'ordine? Ci sono, ma se non intervengono che ci stanno a fare? E vanno via a mezzanotte, proprio quando inizierebbero a servire di più”, dice ironico Massimo.

“Qualcosa si può fare, perché non aprono i nuovi bagni tutta la notte invece che chiuderli a mezzanotte? E perché devono costare un euro? Dovrebbe essere un servizio gratuito”, chiede Valleri. Bagni 'pubblici', già. Tempi in cui il pubblico poteva essere anche gratuito ci sono stati, a pensarci. Chissà, potrebbe essere un primo passo.

“Dobbiamo organizzare la protesta, trasformarla in proposte”, prova a mediare Massimo Lensi di 'Progetto Firenze' ed ex consigliere provinciale di lungo corso.

Qualcun altro ci va più pesante: “Deve finire che, esasperati, buttiamo qualcosa dalla finestra in testa a chi ci tormenta?”. Speriamo di no. I residenti, almeno quelli visti ieri in piazza, non ne possono davvero più. Palazzo Vecchio lo sa.

(Sotto, i residenti ieri in piazza)

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