Mostro di Firenze: l'ultimo degli accusati maltratta la moglie

Giampiero Vigilanti, il legionario, è indagato nel nuovo filone d'inchiesta

Giampiero Vigilanti, 88 anni, originario di Vicchio (paese natale di Pacciani) ma residente a Prato è noto perché indagato nell’ultima inchiesta della procura sui delitti del mostro di Firenze.

Nei giorni scorsi Vigilanti ha ricevuto il divieto di avvicinamento alla moglie Elena, 86 anni, per maltrattamenti in famiglia. L’ex legionario è indagato dal 2015 da quando la moglie presentò denuncia. Così come riportato dalla Nazione di Prato questa mattina. 

Vigilanti è stato sistemato in un affittacamere in via Marengo da sabato scorso. Ieri c’era l’interrogatorio di garanzia ma Vigilanti non si è presentato. "E’ all’ospedale perché è caduto nel bagno dell’affittacamere - ha detto il suo avvocato, Diego Capano, alla Nazione -. Appena si sarà rimesso chiariremo la situazione".

Negli anni, Vigilanti avrebbe in più occasioni maltrattato la moglie spintonandola, alzando le mani su di lei e offendendola con parolacce e insulti di ogni genere. Circostanze che sarebbero state confermate dal figlio che abita con la coppia. Anche Pietro Pacciani, il primo accusato di essere il Mostro di Firenze, era solito alzare le mani, e non solo, a moglie e figlie (così come riportato dalla trasmissione Rai Un giorno in Pretura). 

La storia del Mostro di Firenze 

Il caso del ‘Mostro di Firenze’ è uno dei più grandi misteri italiani. Il primo omicidio ci fu nel 1968, più di 50 anni fa. In un primo momento gli investigatori seguirono la pista del killer solitario. Poi passarono a indagare su un gruppo di persone. Infine, la pista dei mandanti. Il mostro di Firenze, il maniaco delle coppiette, ha colpito otto volte, uccidendo 16 giovani, tra il 1968 e il 1985, sulle colline fiorentine. La verità giudiziaria ha portato alle condanne di Mario Vanni, all'ergastolo, e Giancarlo Lotti, 26 anni, quali autori materiali di almeno quattro degli otto duplici delitti, quelli di Montespertoli, Giogoli, Vicchio e Scopeti. Pietro Pacciani, l'altro ''compagno di merende'', è morto in attesa di giudizio, dopo una condanna in primo grado, un'assoluzione in appello e un annullamento della Cassazione. In pratica è morto innocente

Fu Lotti a far partire l'inchiesta ter, sul secondo livello. Nel 1996 raccontò che i reperti asportati ad alcune vittime sarebbero finiti, in cambio di soldi, a un dottore. La procura identificò il dottore nell'ex farmacista di San Casciano, Francesco Calamandrei, assolto però dall'accusa nel 2008.

L'inchiesta sui mandanti è arrivata anche in Umbria e riguarda la morte, nel 1985, del medico Francesco Narducci, il cui corpo fu ritrovato nel Lago Trasimeno. 

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