Addio a "Catullo", ultimo partigiano della Brigata Lavagnini

Muore Marcello Masini, una vita dedicata ai valori della Liberazione. Per 20 anni è stato sindaco di Certaldo

Se ne è andato Marcello Masini, il partigiano "Catullo", sindaco di Certaldo dal 1956 al 1975. Pochi giorni fa, il 31 ottobre, aveva perso la moglie, Miretta Busia, staffetta partigiana, alla quale era sposato dal 1950. Sabato 12 novembre, presso il piano terra del Municipio, piazza Boccaccio 13, sarà allestita la camera ardente, che sarà aperta dalle ore 8. La cerimonia funebre, in forma civile, si svolgerà in Piazza Boccaccio, sabato 12 novembre, alle ore 14.30.

Con Marcello Masini se ne va la figura più rappresentativa, longeva e attiva delle istituzioni certaldesi del secondo Novecento. Un uomo che ha dedicato la sua intera vita alla collettività e alle cause di libertà, democrazia, giustizia sociale. Matura fin da giovanissimo posizioni antifasciste e viene arrestato il 1 maggio 1942. Subito rilasciato, prosegue nel suo impegno che lo porta nel 1943 a partecipare alla fondazione della Brigata Garibaldi “Spartaco Lavagnini” - nome di battaglia, Catullo – con la quale combatterà per tutta la Lotta di Resistenza e Liberazione nella Valdelsa fiorentina e soprattutto senese, spingendosi a Monticiano.

Nell'immediato dopoguerra, il suo impegno prosegue, a Certaldo, come primo Segretario della Camera del Lavoro, allora unitaria, e membro del Comitato Direttivo del Pci. Dopo avere seguito la “ricostruzione” come sindacalista, Masini diventa sindaco di Certaldo nel 1956 e fino al 1975. Il suo impegno di primo cittadino è volto a realizzare quelle promesse di uno sviluppo educativo, culturale ed economico equo e solidale, in linea con l'impegno della lotta di Liberazione, promesse che la scarsa autonomia comunale e lo scollamento tra enti locali e apparato statale ostacolava. Negli anni del suo mandato si attiva per favorire la diffusione di cure mediche accessibili, i servizi educativi con la creazione della scuola materna e del primo asilo nido, i libri di testo gratuiti, lo scuolabus, la mensa popolare per i lavoratori, l'assistenza domiciliare per gli anziani. Si impegna nel recupero di Certaldo Alto ed è sindaco anche il 4 novembre 1966, quando l'Elsa esonda e si trova a dover coordinare la macchina dei soccorsi, con l'acqua che all'improvviso sommerge vaste zone periferiche e danneggia insediamenti agricole industriali, ma anche parte dell'abitato urbano.

Conclusa l'esperienza di sindaco, ricopre per due mandati (dal 1975 al 1986) l'incarico di Presidente del Comitato Regionale di Controllo sugli Enti Locali, per la Provincia di Firenze, organo sulla cui utilità si esprimerà poi in modo molto critico. Ricopre poi il ruolo di presidente della Casa di riposo “Egiziano Giglioli” di Certaldo dal 1986 al 1989, di capogruppo e consigliere comunale per Rifondazione Comunista dal 1995 al 1999 e, fino ai nostri giorni, presidente locale di Anpi ed Aned. Masini si impegna poi quotidianamente per raccogliere, editare e tramandare la memoria degli anni che portarono dall'avvento del fascismo alla Liberazione di Certaldo, anche con un'intensa attività di proposta e partecipazione a iniziative istituzionali e progetti didattici all'interno delle scuole, a Certaldo e non solo. Tante le onoreficenze e attestati ufficiali ricevuti, ultimo in ordine di tempo gli attestati la “Medaglia della Liberazione” ricevuta lo scorso 2 giugno.

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