Morte di Salvatore Spera: i racconti dei lettori

C’è chi si è innamorato davanti a una pizza del locale e chi fin da piccolo ha frequentato Spera

Tantissime condoglianze per la morte di Salvatore Spera soprattutto alla figlia Elena che da ora dirigerà la pizzeria.
I nostri lettori ci hanno inviati ricordi della pizzeria e di Salvatore. 

Brigida ci scrive che lei e suo marito si sono innamorati davanti alle sue pizze. 

Giampiero racconta che i suoi genitori lo portavano alla sua pizzeria dall’età di 7-8 anni quando si mangiava al bancone entrando sulla sinistra. "Salvatore, persona speciale. Lo guardavo stendere la pasta a sedere sullo sgabello", spiega l'uomo.

Lucia invece ci dice che: “Noi si diceva si va dal pugile?". Era la seconda metà degli anni Ottanta, ancora il locale non era stato ingrandito era una rosticceria con soli 4 o 5 tavoli. Poi fu aggiunta la saletta accanto. Lucia ricorda anche il padre di Salvatore.

Cristina racconta che la sua pizza: "Ci ha accompagnato ogni domenica e continua ad accompagnarci con Elena. Per Firenze se ne va un pezzo di cuore. Rip".

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Ester parla di bellissimi ricordi legati a Salvatore e alla sua pizzeria. "Anche lui di origini campane come noi, me e mio marito - racconta la donna - che per motivi di studio e lavoro ci siamo trovati a vivere, prima a Firenze e poi in provincia.  Abbiamo trascorso tanti sabato sera nella sua pizzeria, sempre super affollata. I posti a sedere non erano molti, c'era da aspettare per un tavolo...ma ne valeva sempre la pena. Ci piaceva andare per il secondo turno, quando anche se dovevi aspettare poi, potevi trattenerti al tavolo e non andare via per cedere il posto. Spesso a fine serata Salvatore scendeva tra i tavoli e si intratteneva con i suoi clienti. Raccontava di sè e di come dalla sua passione giovanile per la box, era poi diventato pizzaiolo! Resterai sempre il nostro simpatico e solare amico, Salvatore, detto pugile". 
 

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