Morto il partigiano Giorgio Pacini, fu tra i liberatori di Firenze

I funerali si sono svolti in Palazzo Vecchio. Il ricordo di Nardella, Giani e del compagno partigiano Silvano Sarti: "Lascia un segno indelebile"

I funerali del partigiano Giorgio Pacini

E' morto nella notte tra sabato e domenica nella sua casa di Gavinana il partigiano Giorgio Pacini. Ne ha dato notizia la sezione provinciale dell'Anpi, l'Associazione nazionale partigiani, che, con il suo presidente onorario Silvano Sarti, "si stringe attorno alla famiglia e ringrazia Giorgio con rispetto ed eterna riconoscenza".

Pacini, classe 1922, aveva 94 anni. Combatté come partigiano nella brigata Sinigaglia, partecipando da protagonista a numerose azioni contro l'oppressione nazi-fascista. Fu tra coloro che liberarono dai franchi tiratori fascisti la zona del Prato, contribuendo alla liberazione di Firenze.

"La notizia della morte di Giorgio Pacini mi rattrista, scompare un grande uomo che con la sua vita, le sue azioni, il suo impegno sociale e politico ha rappresentato un esempio per molti", dice il presidente della Regione Toscana Enrico Rossi -. Il suo percorso di vita testimonia il coraggio ed il grande impegno per il bene della collettività".

Dopo la guerra Pacini è stato, tra le altre cose, rappresentante sindacale della Fiom-Cgil, consigliere comunale a Firenze, presidente della sezione Anpi di Gavinana e del centro ricreativo Reims.

"Con Giorgio Pacini se ne va un figlio di Firenze, uno degli ultimi testimoni della guerra di Liberazione", commenta il sindaco Dario Nardella. "Giorgio si è dedicato fino all'ultimo alla comunità e in particolare ai giovani, perché non si dimenticasse cosa è stata l’oppressione nazifascista e per raccontare come la libertà si coltivi giorno dopo giorno anche a costo della vita".

Cordoglio anche dalla Cgil di Firenze. " 'Le cose acquisite non sono per sempre, se vuoi mantenere la tua libertà e quella degli altri devi darti da fare'. Una frase che Giorgio Pacini ha detto qualche anno fa in una intervista. Un messaggio di grande valore detto da un uomo che ha dedicato tutta la siua vita alla militanza, antifascista, partigiano, sindacalista della Cgil e impegnato nell'ANPI", sono le parole della segretaria della Camera del Lavoro metropolitana, Paola Galgani.

La salma di Giorgio Pacini è stata esposta questa mattina alle Cappelle del Commiato di Careggi. E' stata poi trasportata intorno alle 13 a Palazzo Vecchio, dove dalle 15, in Sala d'Arme, si è tenuta la cerimonia funebre civile per l'ultimo saluto. Alla cerimonia hanno partecipeto, tra gli altri, il sindaco Dario Nardella e le autorità civili cittadine, Silvano Sarti, ex partigiano ("quando ci conoscemmo avevo 15 anni, insieme abbiamo combattuto per la libertà. Tante volte abbiamo combattuto insieme contro i fascisti"), Eugenio Giani, presidente del consiglio regionale, e diversi ex partigiani.

Presenti il Gonfalone della città Medaglia d'oro al valore militare e i labari delle associazioni partigiane. "Pacini lascia un segno indelebile nella storia della città", ha detto Giani. Durante la cerimonia funebre, laica, il prefetto Alessio Giuffrida ha consegnato alla famiglia di Pacini la medaglia della Liberazione, in memoria del partigiano: "E' stato e resterà un esempio da seguire".

All'uscita del feretro è stata intonata 'Bella Ciao', la bara è stata accompagnata da fiori rossi. Il corpo di Giorgio Pacini sarà cremato, le sue ceneri resteranno custodite nel cimitero di Ponte a Ema.

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