Morte di Duccio Dini: lutto nel centro di Firenze | FOTO

Saracinesche abbassate dai negozi in Via del Corso, la strada dove lavorava il 29enne

Alle 10 in punto i negozi di Via del Corso hanno abbassato le saracinesche per Duccio Dini, il 29enne rimasto ucciso dopo essere stato travolto mentre era fermo al semaforo di Via Canova da una delle tre auto coinvolte in un assurdo inseguimento tra rom. Il giovane, che lavorava in un punto vendita di merchandising della Fiorentina, domenica mattina stava proprio andando a lavoro in Via del Corso quando è stato preso in pieno da una delle vetture impazzite.

Stamani nella chiesa parrocchiale di Santa Maria a Cintoia si sono tenuti i funerali di Duccio in forma privata. In quello stesso momento il centro storico si è fermato così come aveva chiesto il sindaco Dario Nardella. Oggi è lutto cittadino a Firenze: bandiere a mezz’asta a Palazzo Vecchio e mezzi pubblici listati a lutto. Il sindaco Nardella ha invitato ad osservare nei luoghi di lavoro un minuto di silenzio e raccoglimento. I negozianti di Via del Corso si sono radunati davanti allo shop in cui lavorava Duccio e per 10 minuti sono rimasti in silenzio. Nessuno di loro aveva voglia di parlare: “Vi prego lasciateci in pace, oggi piangiamo Duccio”, spiega una commerciante.

"Oggi ho indetto lutto cittadino per la tragica perdita di Duccio Dini - ha scritto Nardella su Facebook -. Invito tutti ad osservare, nei luoghi di lavoro e nelle scuole ancora aperte, un minuto di silenzio e raccoglimento alle ore 10.00 in coincidenza con i funerali che si tengono in forma privata. Inoltre invito gli esercizi commerciali ad abbassare le saracinesche per 10 minuti, dalle 10.00 alle 10.10, e a osservare nei luoghi dove si terranno eventi pubblici di spettacolo o intrattenimento un minuto di silenzio. Firenze è unita più che mai nell'abbracciare la famiglia e gli amici di Duccio. Questo è il giorno del cordoglio. Ciao Duccio".

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LE INDAGINI 

Restano in carcere Amet Remzi, 65 anni, e il nipote Dehran Mustafa, 36, che domenica erano a bordo della Volvo che ha travolto Duccio in Via Canova. Il giudice Angelo Antonio Pezzuti ha convalidato ieri mattina l'arresto dei due rom che abitano al campo di Via del Poderaccio, e ha firmato l'ordinanza di custodia cautelare in carcere. Accolte in pieno le richieste del pm Tommaso Coletta, anche e soprattutto per quanto concerne la qualificazione giuridica del reato: omicidio volontario con dolo eventuale. Correre in macchina in quella maniera scriteriata significava avere consapevolezza e coscienza del rischio di mettere a repentaglio la vita altrui.  

 

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