Giallo sulla morte del giovane all’ex Banti, i parenti: “Non crediamo al suicidio”

Intanto continua l’inchiesta della Procura di Firenze

Ex sanatorio Banti (foto di repertorio)

Alessio Pistolesi aveva appena 20 anni quando la sua vita si è spezzata nell’ex ospedale Banti nel comune di Vaglia. La procura fiorentina ha aperto un’indagine per suicidio ma tutto sarà più chiaro solo a conclusione dell’inchiesta

Alessio era un ragazzo tranquillo, faceva una vita normale, viveva con i nonni e aveva una fidanzata.  “Era un ragazzo d'oro, lavorava in un ristorante, ed era molto bravo come cuoco, non ha mai dato pensieri, tantomeno l’idea di volersi togliere la vita – racconta lo zio Massimiliano – Viveva con i nonni di cui si prendeva cura”. 

Lo zio spiega inoltre che fintanto le indagini non saranno chiuse la famiglia si riserva di non parlare della vicenda però ci tiene a precisare: “Noi familiari non pensiamo ad un suicidio. Niente lo fa presupporre, a parte lo spegnimento del cellulare. Per noi è più probabile che si sia trattato di una disgrazia”.


Dentro l’ex sanatorio Banti

Lunedì scorso un gruppo di esponenti di Fratelli d'Italia ha fatto un sopralluogo nella struttura con il parlamentare Giovanni Donzelli e il consigliere regionale Paolo Marcheschi. "Da anni - hanno detto i politici - i cittadini denunciano e subiscono una situazione invivibile causata da occupazioni abusive, scorribande e vandalismi notturni. Le istituzioni a guida Pd non solo non sono state capaci di trovare una soluzione definitiva per l'immobile, ma neanche in grado di metterlo in sicurezza: per questo hanno grandi responsabilità". 

"L’edificio è decadente e pericoloso, anche per la presenza di amianto che abbiamo verificato di persona - hanno sottolineato Donzelli e Marcheschi durante il sopralluogo al quale ha partecipato anche il portavoce provinciale di Fratelli d'Italia Claudio Gemelli - i cancelli e le recinzioni sono facilmente superabili come dimostrano i numerosi accessi abusivi che sono stati creati. L’incapacità della Regione e della Asl sono evidenti: in tutti questi anni hanno permesso che l'immobile andasse in malora e l’area finisse in preda al degrado, ospitando anche discariche di rifiuti a cielo aperto".

Mentre i due esponenti di Fratelli d'Italia hanno chiesto una messa in sicurezza urgente dell'area, l'associazione di volontariato Idra ha denunciato quello che sarebbe l'ennesimo fallimento nel tentativo di dare nuova vita all'immobile. 

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