“Mezzi pubblici 'vietati' agli immigrati”: bufera sul cartello a Pelago

Nel centro di accoglienza spunta un avviso che 'invita' i richiedenti asilo a non utilizzarli

Mezzi pubblici 'vietati' agli immigrati a Pelago, o quasi, anche se il 'divieto' sparisce dopo poche ore. Nel centro di accoglienza di Paterno, gestito dalla cooperativa sociale Cristoforo, è spuntato ieri mattina un cartello. “Si prega di non utilizzare i mezzi pubblici nei seguenti orari poiché sono già occupati dalle persone che vanno e tornano da scuola e da lavoro. 7:30-8:30; 13-14; 17-18. Grazie infinite”, si leggeva sul foglio appeso alle pareti all'interno del centro.

“Solo un invito, non abbiamo negato la la loro libertà di movimento”, si giustificherà in serata il responsabile accoglienza della cooperativa, Massimo Cappelli. Piuttosto perentorio però, con le parole 'non utilizzare i mezzi pubblici' in neretto e sottolineate.

Il caso è scoppiato dopo che la foto è stata diffusa su Facebook da Potere al Popolo. “Lo hanno affisso su richiesta del sindaco stesso (Renato Zucchini, Pd, ndr). Invitare i migranti a non usare i mezzi pubblici negli orari in cui sono utilizzati dai pendolari italiani è un ritorno alla segregazione razziale”, attaccano i militanti di Potere al Popolo.

Nel frattempo scoppia la bufera e nel primo pomeriggio di ieri, dopo che la notizia si è diffusa e che alcuni giornalisti hanno chiamato sindaco e cooperativa, quest'ultima fa rimuovere il cartello. “Non ho chiesto io di apporre quel cartello”, replica il primo cittadino di Pelago Zucchini.

“Né ho mai pensato ad una 'linea apposita' per migranti da Vallombrosa a Firenze (dove con l'inizio delle scuole è aumentato molto il sovraffollamento dei bus, che il sindaco vorrebbe risolvere anche in vista delle elezioni della prossima primavera, ndr), semplicemente monitoriamo la situazione per studiare possibili raddoppi delle linee”, aggiunge Zucchini, secondo il quale l'affissione è avvenuta su “iniziativa personale di un dipendente”.

Anche la cooperativa Cristoforo in serata invia una nota di replica: “Il sindaco non c'entra e il cartello è stato apposto da un operatore senza autorizzazione”. Ma da Potere al Popolo, che non esclude sit in di protesta nel week end di fronte al centro, insistono: “La direttiva è arrivata dall'alto, ora provano a rimediare”.

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