Menarini, riciclaggio e corruzione: gli Aleotti condannati a 7 e 10 anni

Disposta la confiscato di 1 miliardo di euro sui conti esteri della famiglia, per il sistema sanitario pubblico il danno sarebbe stato di 860 milioni di euro

Riciclaggio da frode fiscale e corruzione. Con queste accuse il tribunale di Firenze ha condannato ieri sera a 10 anni e 6 mesi Lucia Aleotti, presidente dell'azienda farmaceutica fiorentina Menarini. Condannato anche il fratello Alberto Giovanni Aleotti, per riciclaggio da frode fiscale, a 7 anni e mezzo.

Secondo l'accusa per oltre 20 anni, tra la metà degli anni '80 e il 2010, Alberto Aleotti, patron dell'azienda, anche lui indagato ma deceduto nel maggio 2014 a 91 anni, si sarebbe servito di società estere fittizie per acquistare i principi attivi dei farmaci, allo scopo di far crescere il prezzo dei farmaci, con un sistema di false fatturazioni.

Per il sistema sanitario pubblico dello Stato italiano, che avrebbe dunque rimborsato medicinali con prezzi gonfiati il danno sarebbe stato imenso: 860 milioni di euro.

I fratelli Aleotti, Lucia e Alberto Giovanni, sono stati interdetti per sempre dai pubblici uffici. A Lucia Aleotti è anche stato vietato di avere rapporti con la pubblica amministrazione per tre anni. Gli Aleotti faranno ricorso in appello.

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