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Morì a Careggi: medico condannato a maxi - risarcimento

Un neurochirurgo dell'ospedale di Careggi è stato condannato per omicidio colposo.E al pagamento di una provvisionale di 630 mila euro per i familiari della donna

redazione 12 settembre 2012

Un neurochirurgo dell'ospedale di Careggi, 55enne di origini persiane, è stato condannato a un anno di reclusione, pena sospesa, per omicidio colposo.  Secondo l'accusa, il medico non valutò correttamente le condizioni della paziente, Maria Bibiana De Lucia, 51enne originaria di Salerno, nonostante il 24 marzo del 2005 fosse arrivata al pronto soccorso già con una diagnosi giusta formulata dai sanitari del pediatrico Meyer.
Meyer, dove la donna lavorava come infermiera, e in cui era stata rilevata, grazie a una tac, un’ipertensione endocranica causata da una ciste che le si era formata nei ventricoli del cervello. La tomografia assistita dal computer (TAC) fu eseguita nell’ospedale pediatrico in quanto la donna cominciò a sentirsi male durante l’orario di lavoro.

Il neurochirurgo è stato condannato dal tribunale anche al pagamento di una provvisionale di 630mila euro per i familiari della donna: quattro figli, il marito, il fratello e la madre (centomila euro per figli e marito, 65 mila a madre e fratello).

Quel giorno, accompagnata dai familiari, assistiti in giudizio dagli avvocati Marco Arena e Beatrice Tocci, la vittima si presentò in stato confusionale al pronto soccorso di Careggi per un forte mal di testa e momentanee perdite di memoria.   Secondo la ricostruzione del pm Giuseppe Bianco, il neurochirurgo, chiamato dai medici del pronto soccorso, rinviò l'intervento senza valutare la rapida insorgenza della patologia alla testa. La donna entrò in coma e morì.

 

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