McDonald's al Duomo, è ufficiale: arriva il "no" all'apertura

Arriva il parere tecnico della commissione alla richiesta di deroga per l'apertura di un negozio del colosso americano davanti al Duomo

Il colosso americano McDonald's non aprirà davanti al Duomo nei locali che oggi ospitano Universo Sport. Ieri mattina, dopo che nelle ultime settimane sono infuriate le polemiche sull'argomento, si è riunita negli uffici dello Sviluppo economico la Commissione tecnica prevista dal disciplinare attuativo del regolamento per la tutela del centro Unesco. Come previsto dal disciplinare, la commissione ha preso in esame le richieste di deroga presentate da McDonald’s e altre aziende.

La commissione, composta da tre membri interni al Comune e due membri esterni di Camera di Commercio e dell’Università, è andata incontro al parere rimarcato dal sindaco Dario Nardella. Un "no" convinto quello del primo cittadino appoggiato anche da una pagina facebook con migliaia di seguaci.  

Sul progetto McDonald’s nel verbale si legge che “la Commissione sancisce la propria decisione negativa rispetto alla richiesta di deroga”. Sono state valutate la qualità dell’allestimento di vetrine, insegne e interni, la tipicità dei prodotti venduti o somministrati (nazionale o internazionale), la qualità delle materie prime utilizzate, l’innovatività e l’originalità del progetto, l’integrazione con l’identità del tessuto storico, architettonico e commerciale della città e le modalità di gestione dell’attività.

VERBALE - Nel verbale si legge che dall’analisi della domanda e delle integrazioni presentate emergono le seguenti cinque considerazioni:

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“L’attività prevalente riguarda la vendita di panini della gamma classica dell’azienda McDonald’s accompagnata da patatine fritte (tipologia di somministrazione assimilabile pienamente alla definizione di fast food); 
nella domanda presentata si indica espressamente che saranno utilizzati prodotti surgelati (hamburger, cotolette, bocconcini di pollo, patate, filetti di pesce …) che, per la loro tipologia, rappresentano ampiamente la base per la preparazione della maggioranza dei prodotti venduti; i prodotti italiani certificati (DOP e IGP) sono utilizzati quasi esclusivamente nei prodotti stagionali (quindi non sempre presenti nell’assortimento); dalla documentazione presentata non si evidenza in modo oggettivo il peso dei prodotti tipici indicati sulla gamma complessiva dei prodotti offerti alla somministrazione; l’incidenza dei prodotti stagionali e dell’angolo toscano è apprezzabile, ma evidentemente non prevalente” e infine che “sul progetto architettonico, vetrine e insegne, la commissione conferma l’impressione negativa già verbalizzata dalla commissione nelle riunioni del 9 e del 14 giugno sull’impatto del logo sulla facciata prospiciente Piazza del Duomo”.

SCENARI - La vicenda però difficilmente si concluderà qui. E' facile ipotizzare che la grande "emme" gialla avanzi un ricorso. Rischia di diventare una guerra di carte bollate. Un duello legale comunque non facile per l'amministrazione: stavolta non c'è un minimarket di fronte ma un colosso. Dalla sua Palazzo Vecchio potrebbe però "sfruttare" la norma promessa in un decreto dal ministro dei Beni culturali Dario Franceschini - ancora non pubblicata - che dà maggiori poteri ai sindaci in merito a identità, salute e decoro cittadino. 
 

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