Maxi-inchiesta sui rifiuti: sequestrato un impianto di Case Passerini, indagati dirigenti Alia

Scoperti sversamenti di percolato in quattro laghi del Mugello

Per impedire l'emissione in atmosfera di gas ''climalteranti'' e di ''microinquinanti'' solo parzialmente combusti, il gip Alessandro Moneti ha sottoposto a sequestro preventivo l'impianto a biogas della discarica di Case Passerini, alla periferia di Firenze. L'impianto continua a funzionare ma con precise prescrizioni impartite ad Alia, la partecipata che si occupa di gestione dei rifiuti.

Per il gip fino a marzo 2017 c'è stata una ricaduta di 40.000 metri cubi di "rifiuto speciale non pericoloso costituito da biogas con microinquinanti" nelle aree urbanizzate presso l'impianto. Tra le cause, le temperature della termocombustione del biogas comprese tra 571 e 675 gradi centigradi, cioè più basse del minimo di 850 gradi previsto dalle norme e pertanto tali da rilasciare emissioni inquinanti. Il sequestro è scattato in un'inchiesta con una decina di indagati fra cui l'ad e i dirigenti di Alia e altri dirigenti di ditte private.

Sequestrati anche quattro laghi in Mugello (nel Comune di Scarperia e San Piero a Sieve), inquinati dal percolato di un'ex discarica

Sono indagati, a vario titolo, Livio Giannotti, ad di Alia (ex Quadrifoglio); il direttore operativo Sandro Gensini, il responsabile gestione impianti Franco Cristo; quello della gestione impianti Paolo Daddi, il responsabile della gestione impianti tecnologici Claudio Cecchi fino al 24 maggio 2017, il responsabile del settore Gsr pro tempore Alessandro Grigioni, il responsabile di Case Passerini Antonio Menelau, il responsabile tecnico dell'Ati Torricelli-Certaldo Energia, Marino Poggi. Sono indagati per diversi reati ambientali, fra cui il traffico di rifiuti, e di getto pericoloso di cose.

A dicembre 2017, nella stessa inchiesta che è coordinata dal pm Leopoldo De Gregorio, il gip aveva sequestrato l'impianto compost per il trattamento meccanico biologico (Tmb) di Case Passerini.

Per quanto riguarda i laghi del Mugello il gip invece parla di "omessa bonifica" e rileva la mancata impermeabilizzazione dell'area tanto che "il danno ambientale è evidente - riporta un altro decreto di sequestro dello stesso gip - perché il percolato finendo nei laghi penetra poi nel terreno sottostante e lo inquina". Nel solo 2016 la polizia giudiziaria stima uno scarico di percolato nei laghi di 8.204 metri cubi.

Sequestro impianto biogas di Case Passerini: la replica degli indagati

Gli indagati replicano alle accuse, in una conferenza stampa convocata ad hoc questa mattina dai vertici di Alia. “Siamo un presidio di legalità. Tutto si è svolto secondo procedure lecite, non ci stiamo a passare per delinquenti”, dice Livio Giannotti, ad di Alia, che parla di un “allarmismo ingiustificato. Non c'è nessun rischio per la salute pubblica”.

Per quanto riguarda il percolato dell'ex discarica nel Mugello di Bosco ai Ronchi, “si tratta di una discarica chiusa da 48 anni. Dal 37esimo anno c'è un'autorizzazione per mandare i percolati nelle fognature e quindi al depuratore civico. Ma non solo, nel 2005 l'ente preposto ha autorizzato il sistema di bacini per la raccolta di percolati e acque meteoriche, quindi non comprendiamo il provvedimento di sequestro”, aggiunge Giannotti (al centro nella foto sotto, alla sua sinistra il presidente di Alia Paolo Regini e alla sua destra Franco Cristo).

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“Anche sul biogas di Case Passerini c'è la massima trasparenza. Nel 2013 è iniziato il trend decrescente di produzione di biogas e abbiamo fatto interventi per aumentare capacità di aspirazione, fino al maggio 2017, quando abbiamo spento i motori (perché la quantità di biogas non era più sufficiente per tenerli accesi, ndr) e abbiamo acceso le 'torce' (altro strumento necessario all'aspirazione del biogas, ndr). Di tutto questo abbiamo avvisato tutti gli organismi competenti. Non solo, contemporaneamente abbiamo chiesto l'autorizzazione per accendere torce più piccole ma siamo ancora in attesa di risposta”, conclude l'amministratore delegato, attaccando le istituzioni pubbliche per “un piano di gestione dei rifiuti che è saltato”.

Nonostante il sequestro l'impianto a biogas, come disposto dalla Procura, che ha imposto precise prescrizioni, continua a funzionare. Un altro sequestro, relativo all'impianto per il compost, sempre all'interno di Case Passerini, era stato disposto nel dicembre dello scorso anno.

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