Scuola, studenti in piazza: “Governo del cambiamento? No, tutto uguale” / FOTO

Sfila in centro il primo corteo dall'inizio dell'anno scolastico: “Vogliamo contare di più, basta con la propaganda”

Chiedono più fondi per la scuola, uguali opportunità per tutti, contributi per l'acquisto dei libri scolastici, ristrutturazioni degli edifici e soprattutto di potere avere più voce in capitolo nelle decisioni che li riguardano.

Sono gli studenti delle scuole superiori, che sono scesi in piazza anche oggi a Firenze nella giornata di mobilitazione nazionale contro le politiche finora portate avanti dal governo giallo-verde a trazione Di Maio-Salvini, indetta dalla Rete degli Studenti Medi. Il corteo parte da piazza San Marco intorno alle 9:30, per concludersi un paio d'ore dopo in piazza Santa Maria Novella.

In testa i collettivi studenteschi, guidati dallo striscione 'Da ogni scuola in ogni strada, ci riprendiamo tutto'. Fumogeni, slogan contro la Lega e contro la polizia. Dietro sfilano invece i ragazzi della Rete, con tamburi e musica, che spiegano le ragioni della protesta.

“Dov'è il cambiamento di cui tanto si parla? Noi vediamo solo tanta propaganda, violenza nelle parole, la strumentalità di chi non vuole investire su ciò che realmente genera cambiamento ma solo creare l’illusione di una svolta che non c’è e che, nei fatti, cela la volontà di un pericoloso ritorno ai tempi più bui della storia del nostro Paese”, si legge nel documento che diffondono.

Gli studenti chiedono “scuola gratuita e cultura accessibile, perché troppi ragazzi abbandonano perché non possono permettersela. Vogliamo dettare noi l'agenda politica sulla scuola, per un reale cambiamento”. E poi “stop allo sfruttamento mascherato nell'alternanza scuola-lavoro, che deve puntura invece su una vera formazione”.

“La 'buona scuola' (cioè la riforma Renzi, ndr) è la stessa. I fondi tolti all'alternanza dovevano essere utilizzati per politiche sulla scuola, dall'edilizia ai trasporti, ma non sono arrivati. Vogliamo una scuola sicura per davvero, che non ci crolli addosso, non vogliamo le telecamere, che creano solo un clima di tensione nelle aule, ma laboratori, palestre, spazi per le assemblee”, dice Francesca Pavoni, coordinatrice degli studenti medi di Firenze.

“Noi di un cambiamento reale non abbiamo paura, lo chiediamo da anni. Invece - concludono gli studenti -, cercano di metterci gli uni contro gli altri, individuando il nemico comune tra gli ultimi, riducendo lo scontro tra chi sta alla base della piramide sociale, là dove proliferano le diseguaglianze, quando noi sappiamo che i veri nemici sono coloro che sulle paure delle persone costruiscono la propria legittimazione”.

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