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Via Palazzuolo: maratona oratoria per combattere il degrado | FOTO

Si è svolta in via Palazzuolo la maratona oratoria, Badò: "Sappiamo che ci potremmo prendere qualche insulto venendo qui ma è il momento di riavvicinare la politica ai cittadini"

Antonio Sorvillo17 maggio 2012

Subbuglio in città. Si accendono, o continuano ad ardere, focolai di protesta all'indirizzo di Palazzo Vecchio. Sabato prossimo la manifestazione dei lavoratori di Ataf, martedì i dipendenti comunali raccolti in assemblea, prefigurando lo sciopero, e ieri la maratona oratoria in via Palazzuolo. “Rimediare a questa condizione di degrado” la frase che potrebbe riassumere quanto affermato al presidio della Giovane Italia. L’affluenza non è stata copiosa, anzi piuttosto blanda, ma le parole hanno colmato i vuoti del mancato pienone. L’incontro è durato un paio d’ore, poi il rompete le righe. Si sono alternati presidenti di comitati, rappresentanti del centrodestra locale e il consigliere del Quartiere 1, nei panni di organizzatore, Andrea Badò.

A prendere la parola tra i politici, Jacopo Cellai, consigliere comunale pidiellino, che ha detto la "sua" dopo un passaggio, con un pizzico di malinconia, su quest'angoletto cittadino. “Sono nato qua vicino – racconta al microfono – e ci sono cose che vanno dette!” E ancora guardando i presenti: “Per risolvere il problema del degrado c’è, è vero, un’istallazione della polizia municipale in piazza Santa Maria Novella ma aperta di mattina a che serve? Chiediamo un presidio fisso non una struttura di recupero crediti”. Poi la chiusura con immancabile frecciata all'indirizzo del rottamatore “Dov’è il sindaco?”



Davanti all’assemblea il commerciante di un mini-market, appoggiato a una parte del suo negozio, ascolta. Un passante prende la parola e accusa del degrado l’arrivo del vicino punto della Caritas, “E’ diventato un ghetto" – sbotta, poi prosegue la sua passeggiata. L’assemblea denuncia lo stato d’incuria di quella lingua d’asfalto che sfocia in Porta al Prato.

E’ il turno di Badò, promotore dell’iniziativa:  “Abbiamo seguito la richiesta dei commercianti, dopo molte riunioni non si è arrivati a nulla di concreto, tanto che presenteremo una proposta in consiglio di Quartiere e comunale”. “Sappiamo – dice Badò – che ci potremmo prendere qualche insulto venendo qui, ma è il momento di riavvicinare la politica ai cittadini”.

Dall'ingresso di un negozio una venditrice di origine somala con i capelli raccolti sotto un foulard fucsia, e un pendente color ottone al collo, propone: “Prima che arrivassimo ‘noi’ era una zona morta. Perché il Comune non fa dei concerti in piazza, vedrà che strada rifiorirà”. Il decoro che l’amministrazione ha voluto nei dehor, nei banchi di San Lorenzo e nella cartellonistica contagerà anche via Palazzuolo?
 

 

 

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Andrea Badò
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