Lorenzo Orsetti, in migliaia alla manifestazione: "Sia un esempio per tutti" / FOTO

In prima fila i genitori di 'Orso', in città sfila un lungo corteo

E' partita da piazza Leopoldo a Firenze la manifestazione in ricordo di Lorenzo Orsetti, il 33enne fiorentino morto in Siria combattendo contro l'Isis al fianco delle milizie curde dello Ypg.

In migliaia (gli organizzatori parlano di 5mila presenze) si sono riversi in strada, supportando il padre e la madre del ragazzo,  che in prima fila al corteo hanno sorretto lo striscione con le parole di Tekoser Piling: "Ogni tempesta inizia con una singola goccia. Cercate di essere voi quella goccia". Striscione che si conclude con una frase: " I martiri non muoiono mai". Il corteo, al quale hanno preso parte migliaia di persone, è terminato alla Fortezza.

Tantissimi i residenti del quartiere (zona Rifredi) dove viveva "Orso" che hanno partecipato alla manifestazione. "Lorenzo veniva sempre alle manifestazioni, oggi siamo qui per lui", racconta una ex professoressa attiva nei Cobas. 

Tra gli altri erano presenti anche alcune ragazze che hanno vissuto per un periodo nel Pakistan iracheno dove lotta la comunità curda. "Questa è una rivoluzione forte, si  basa su un'organizzazione sociale che sta costruendo un mondo nuovo - spiega Erika -. lì non c'è differenza tra uomo e donna: in ogni istituzione è presente una rappresentanza femminile".

Non a caso la rivoluzione dei Curdi è definita anche 'femminista'. E continua Erika: "Hanno bisogno di cose concrete, in sostanza combattono contro Erdogan, loro hanno pochissimi mezzi. Alcuni mie amici mi hanno raccontato che Kobane è stata ricostruita in pochissimo tempo - continua la ragazza - da qui possiamo aiutarli sostenendo le associazione che aiutano il territorio come la Mezzaluna Rossa". 

Il corteo si è concluso nei giardini della Fortezza, dove il padre Alessandro ha preso la parola: "Oggi in piazza della Signoria si festeggia Batitusta, voi avete scelto di essere qui per Lorenzo. Non vogliamo solo ricordarlo, non vogliamo una statua in sua memoria deve essere un esempio per tutti noi. Lorenzo aveva fatto una scelta di campo - ha continuato Alessandro - che ha reso orgogliosa tutta la famiglia. Non è andato a esportare democrazia, è andato a imparare dal popolo curdo".

Si è poi sentito dal giardino della Fortezza la voce di mamma Annalisa che ha urlato: "Lorenzo era un partigiano". Anche oggi la madre non ha versato una lacrime ed è risultata sempre più combattiva nel sostenere la causa del figlio

Alessandro Orsetti ha concluso: "Ora c'è un vuoto, ci manca anche se era via da molto tempo. Deve essere un'ispirazione per le nostre vite".

Il padre, qualche settimana fa, ricordando il figlio aveva detto: "Mi farebbe piacere un riconoscimento, che si vedesse che non era un cane sciolto, che c'è un movimento, ci sono italiani che si sono spesi per una causa giusta. Vorrei che lo Stato Italiano riconoscesse, forse tardivamente, l'opera di questi combattenti italiani ed internazionali”.

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