Corteo in centro per il Kurdistan: “Basta stragi, basta vendere armi alla Turchia” / FOTO

A Firenze la manifestazione regionale indetta dalla comunità curda: “I nostri bambini muoiono sotto le bombe italiane”

Basta stragi in Kurdistan. Lo chiede, a gran voce, il corteo che ha sfilato questo pomeriggio per le vie del centro di Firenze. I manifestanti, alcune centinaia, sono partiti dal consolato americano sul lungarno Vespucci. Una scelta non casuale.

“I governi occidentali hanno grandi responsabilità per quello che sta accadendo in Rojava (Kurdistan occidentale, a sud della Turchia, ndr). O per bisogno di petrolio e gas, o, come l'Europa, per poter chiedere ad Erdogan di fermare i migranti, gli stati occidentali assistono in silenzio alle stragi quotidiane che avvengono ad Afrin e in tante altre città curde”, dice Erdal Karabey, portavoce del Comitato toscano per il Kurtistan, che ha promosso la manifestazione regionale di oggi.

'Erdogan assassino', scandiscono i manifestanti contro il presidente della Turchia. 'Libertà per Ocalan', in riferimento al leader storico del Pkk detenuto da anni “in condizioni disumane” nel Paese del 'sultano'.

Oltre 40 le sigle che hanno aderito al corteo. Dietro allo striscione 'Studenti fiorentini al fianco dei popoli in lotta' anche tanti giovanissimi delle superiori. Sventolano pure diverse bandiere della Palestina, ma l'attenzione principale oggi è sul Kurdistan.

Il corteo passa vicino ai consolati francese, tedesco e russo. Di fronte ad ognuno viene depsto qualcosa, come un carro armato o una bandierina del Risiko formato gigante. “Perché per gli stati occidentali è un gioco di potere e soldi, non contano le migliaia di morti”, dice Giulia, tra le organizzatrici, al megafono.

“Anche l'Italia ha gravi responsabilità. Erdogan, un assassino che sta mettendo in atto un genocidio contro i curdi, è stato accolto poche settimane fa a Roma con tutti gli onori e l'Italia vende alla Turchia le armi, bombe ed elicotterri prodotti da Leonardo-Finmeccanica, che stanno causando migliaia e migliaia di vittime civili”, prosegue Karabey.

Sotto attacco non è solo Afrin, ma l’intera esperienza di autogoverno del Rojava”, conclude Karabey. Il corteo sfila sui lungarni, poi in Oltrarno, per terminare, tra bandiere di Ocalan, della YPG (le milizie curde), del Kurdistan, di foto di bambini trucidati dalle bombe, di fronte alla Biblioteca Nazionale, in piazza Cavalleggeri.

“La comunità internazionale, ma anche quella civile – l'ultimo appello -, non possono voltarsi dall'altra parte. Basta stragi, rompiamo il silenzio su quello che succede. ”. Oggi per le strade di Firenze è stato rotto.

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