Manifattura Tabacchi, comitati si oppongono alla Variante di Progetto

AIPAI ed Italia Nostra si oppongono al progetto di riqualificazione presentando osservazioni alla variante

La ex Manifattura Tabacchi è un’area di circa sei ettari costituita da 16 fabbricati con una superficie di circa 103.000 mq dismessa da una decina di anni. Il Comitato per la tutela della ex Manifattura Tabacchi di Firenze assieme ad Italia Nostra si oppone al progetto per la riqualificazione dell’area tra le Cascine e piazza Puccini.
"Non sono bastate le 1500 firme della petizione consegnata all'ex sindaco commentano i rappresentanti del Comitato - il 31 marzo 2014 il Comune ha approvato la Variante al vigente Piano Regolatore e noi ci opponiamo a questa decisione".
Il progetto in essere si fonda su una destinazione residenziale privata equivalente a 700 unità abitative, uffici, spazio commerciale e turistico, e il Teatro Puccini diventa Centro Congressi. Il complesso perderebbe alcune strutture per le quali è prevista la demolizione ed acquisirebbe invece due torri di 17 piani per 53 metri di altezza.
"Si è deciso di applicare il principio della serialità, ovvero si demolisce tranquillamente una parte del fabbricato esistente perché tanto "la stessa tipologia strutturale la troviamo in un'altra parte del complesso", viene da ridere, è come se si demolisse un'ala degli Uffizi perché tanto sull'altra parte è uguale".

  “Nel 2006 la proprietà dell’area – ricordano i rappresentanti del Comitato - viene acquisita dalla società Manifattura Tabacchi Spa costituita al 50% da Fintecna del Ministero del Tesoro e il restante 50% da un'altra società a capitale privato - Metropolis spa - a sua volta composta di altre società: Baldassini Tognozzi Pontello, Consorzio Etruria (lega delle cooperative), Immobiliare Lombarda Spa (Gruppo Ligresti) come soci di maggioranza”.

“Nel 2011 – spiegano ancora gli attivisti del Comitato - viene presentata dalla proprietà con l'avvallo della Giunta guidata da Matteo Renzi una proposta di variante al Piano Regolatore che prevede il cambio di destinazione d'uso dell'area, classificata come F2 (attrezzature pubbliche e servizi pubblici di interesse urbano-territoriale) e il disconoscimento delle tutele attribuite nel 1997 all'intera area dal Ministero dei Beni Culturali, al fine di consentire il progetto che prevede l'abbattimento di alcuni volumi esistenti, l'edificazione di edifici sviluppati in altezza (due torri di 50 metri oppure tre ma meno alte), la realizzazione di un centro commerciale e la trasformazione in albergo della parte monumentale del complesso”.

Italia Nostra si oppone e attraverso la voce di Maria Rita Signorini dichiara: “Faremo pressioni sul Governo affinché non si proceda a questo scempio. La Manifattura di Firenze è la più bella d’Italia, le strutture sono resistenti e non occorre demolire niente. Noi rivendichiamo la tutela di un bene storico degli anni ’30 che può e deve essere riqualificato mantenendo le caratteristiche esistenti. Si tratta di spazi enormi, molto ben illuminati, che possono fungere a tanti scopi di interesse pubblico. Polimoda, conosciuta a livello internazionale, aprirà un centro didattico a Scandicci, ma avrebbe potuto trovare posto in questo complesso, ci siamo fatti scappare una grande possibilità di avviare un Polo per la Moda”.

L'Associazione Italiana per il Patrimonio Archeologico Industriale ed Italia Nostra chiedono di preservare l'intera struttura, di mantenere i prospetti originari, di limitare le altezze alla torre già esistente sul Teatro Puccini e di ridurre le unità abitative private in favore di spazi ad uso pubblico.

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