Porta al Prato: tramvia e le "rovine" della vecchia viabilità | FOTO

Brandelli di asfalto e aiuole secche: da due anni la tramvia sfreccia verso piazza Vittorio Veneto, ma della riqualificazione non c'è traccia

Asfalto accanto alla tramvia

Da due anni il panorama non cambia. Da una parte il trafficato viale fratelli Rosselli, dall’altra i binari della tramvia. In mezzo brandelli di asfalto che finiscono nel nulla, immense aiuole brulle, qualche siepe, alcuni alberi e poco più. La linea uno ha recentemente spento due candeline dall’inizio del servizio, ma in una parte del tracciato, fatta eccezione per rotaie e pensiline,  tutto è restato come un tempo. Il paesaggio si è modificato di poco rispetto al T-day del 14 febbraio 2010. Grossomodo è lo stesso che si trovavano davanti i primi passeggeri di Sirio, scendendo alla fermata “Porta al Prato – Leopolda”. Il percorso della T1 è stato letteralmente scavato in mezzo a quello che era il sistema viario pre-tramvia. Un passato che non è soltanto un ricordo. Le tracce sono presenti ancora oggi.

ASFALTO E TERRA - Intono ai seicento metri di rotaie che proseguono fino a piazza Vittorio Veneto sono infatti rimaste le “rovine” della vecchia viabilità: sono visibili gli scheletri dei percorsi solcati un tempo dai veicoli diretti verso la Fortezza. A dividerli dall’attuale tragitto di auto e motorini, che sfrecciano sulla parte del viale a quattro corsie di fronte alla Stazione Leopolda, ci sono dei cordoli di cemento. Non va meglio per gli “strappi verdi” resistiti ai cantieri. Le aiuole e i giardini non sono stati ridisegnati secondo il nuovo assetto viario e rimangono un’isola persa in mezzo a binari e asfalto, con qualche siepe, una manciata di alberi e alcuni tronchi secchi. Vengono periodicamente ripuliti dagli operai del Comune, nell’attesa di una riqualificazione che riorganizzi l’area secondo una logica, rendendola più gradevole alla vista e più fruibile.

IL CAMMINAMENTO FAI-DA-TE - Anche i percorsi pedonali sono lasciati all’inventiva dei passanti. Molti per abbreviare il tragitto dalla fermata di Sirio verso Porta a Prato, scelgono di percorrere la porzione di terreno compresa tra la sede della tramvia e la carreggiata, dove ormai è nato un “sentiero urbano”. Si tratta di un percorso protetto sia dal passaggio dei veicoli, sia da quello dei convogli, che però si presenta accidentato  tra buche, resti di asfalto e terra battuta. E nelle giornate di pioggia il percorso si trasforma in un pantano.



SI MUOVE QUALCOSA - Da anni giace nel cassetto il piano per il restyling della zona compresa tra Porta al Prato e piazza Vittorio Veneto. L’area rappresenta il portone di accesso a due luoghi simbolo della città. A pochi passi dalla fermata di Porta al Prato, attraversato viale Fratelli Rosselli, c’è il mastodontico nuovo Teatro dell’Opera. Un progetto su cui il sindaco di Firenze Mattei Renzi ha sempre puntato molto. Poco più avanti il polmone verde della città, il parco delle Cascine. Anche in questo caso il primo cittadino ha annunciato grandi idee. Nel super-piano di Palazzo Vecchio dedicato al city park figura il capitolo piazza Vittorio Veneto e Porta al Prato.

CANTIERI PER IL VERDE - In ballo c’è un maxi-appalto da un milione di euro per riqualificare le aree verdi che corrono accanto ai binari della tramvia, fino a piazza Vittorio Veneto. Entro l’estate, se i tempi saranno rispettati, dovrebbero partire i lavori, insieme a interventi sulle sponde dell’Arno, tra ponte alla Vittoria e il nuovo ponte della tramvia.
 

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