Maltrattamenti su minori affidati: casa-famiglia sotto accusa

Sembrerebbe un altro caso Forteto

Ombre anche su un’altra comunità di accoglienza per minori dopo il caso Forteto. La Repubblica scrive che, dopo un’inchiesta partita nel 2016, la vedova del fondatore della casa-famiglia Podere Pilano (Reggello) Laura Clementi e il figlio Maurizio Scarpelli (che oggi guida la struttura) sarebbero sotto processo per maltrattamenti con l’accusa di comportamenti aggressivi.

La struttura, fondata nel 1980 da Renato Scarpelli, negli anni ha accolto oltre 100 bambini e adolescenti affidati dal tribunale dei minori.

L’inchiesta, secondo quanto riportato dal quotidiano, sarebbe partita dalla denuncia della madre di uno dei ragazzi in affidamento e dalle segnalazioni di un educatore e delle assistenti sociali. A tre minori sarebbe stato impedito di uscire dal Podere Pilano, di frequentare altri coetanei o di telefonare ai genitori, oltre a sistematici atteggiamenti vessatori, offese e anche botte.

Il fondatore, Renato Scarpelli, scomparso nel 2008, era un tecnico del Nuovo Pignone e mentre era al lavoro in Arabia Saudita rimase impressionato nel vedere bambini affamati nel deserto. Decise allora di lasciare il lavoro e fondare il centro divenuto poi un punto di riferimento per l’accoglienza dei minori, soprattutto dell’Est Europa. Nel 2005 Scarpelli fu anche nominato cavaliere dall’allora Presidente della Repubblica Carlo Azelio Ciampi per la sua opera a tutela dei minori.

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