Emergenza mafie in Toscana: “Territorio di espansione per le mire criminali”

Sempre più infiltrate 'Ndrangheta e Camorra, consolidata anche la presenza delle mafie straniere

Foto d'archivio

La Toscana "costituisce un potenziale territorio di 'espansione' per le mire criminali, ove reinvestire i capitali di provenienza illecita". E' quanto messo nero su bianco nell'ultima relazione della Dia, Direzione investigativa antimafia, riferita al secondo semestre 2018.

Nel territorio toscano, in sostanza, "emerge l'elevata capacità della criminalità organizzata ad agire sottotraccia, favorita, se del caso, dal supporto di qualificati professionisti locali, quali imprenditori, ma anche notai e commercialisti".

'Cosa nostra', cioè la mafia siciliana, si spiega, ha meno presa. Si assiste, infatti, "ad un apparente decremento della presenza di soggetti riconducibili, la cui influenza si fonda su forme o tentativi di condizionamento dell'azione pubblica, funzionali soprattutto al controllo degli appalti pubblici, e dell'economia legale, più che sul tradizionale controllo del territorio".

Camorra e 'Ndrangheta si consolidano in Toscana

Analoga flessione emerge anche per la 'Sacra corona unita' pugliese. Sono invece Camorra, 'nativa' della Campania, e 'Ndrangheta calabrese che "confermano un consolidamento organizzativo".

"A Firenze e nel resto della Toscana, i sodalizi calabresi hanno consolidato la tendenza a diversificare gli investimenti, dimostrando attitudini imprenditoriali in diversi settori, oltre alla capacità di adattamento ai variegati contesti socio-economici, anche mediante condotte collusive", si legge nella relazione.

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"È verosimile ritenere che elementi contigui alle famiglie 'ndranghetiste possano facilmente riuscire ad inserirsi in società commerciali e finanziarie, grazie alla disponibilità di consistenti capitali illeciti - sostiene l'analisi della Dia - La riprova di questa tendenza è data sia dall'attività di aggressione ai patrimoni svolta nel semestre dalla Dia, sia dai provvedimenti interdittivi antimafia adottati dalle Prefetture toscane".

La presenza delle mafie straniere in Toscana

L'analisi, inoltre, evidenza "una consolidata presenza di gruppi criminali stranieri, cinesi in particolare ma anche albanesi, romeni e centro-nordafricani, che operano, con metodologia assimilabile a quella delle organizzazioni di stampo mafioso, a volte in collaborazione con soggetti criminali di nazionalità italiana".

Allo stato attuale, in Toscana sono in corso le procedure per la gestione di ben 367 immobili confiscati alle mafie e 50 aziende, mentre altri 135 immobili sono già stati destinati (2 imprese).

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"Il contrasto alle infiltrazioni mafiose deve vedere impegnate le autorità di polizia e la magistratura, ma anche e soprattutto la politica, la pubblica amministrazione e la società intera - commenta la relazione l'assessore regionale alla sicurezza Vittorio Bugli -. La prevenzione e il contrasto delle mafie, soprattutto in un territorio a recente espansione come la Toscana necessitano innanzitutto di nuovi strumenti di riconoscimento del fenomeno, per rendere più efficace la loro azione" ha continuato l'assessore”. (Foto d'archivio)

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