Recuperato il corpo di Lorenzo Orsetti, ucciso in Siria: manifestazione in città

L'annuncio della famiglia e della comunità curda, mentre il sindaco apre alla possibilità di dedicargli una strada

Un manifestazione in ricordo di Lorenzo Orsetti, il 33enne ucciso in Siria combattendo al fianco dei curdi dell'Ypg contro l'Isis, si terrà in città domenica 31 marzo. Lo ha annunciato ieri sera in un'assemblea pubblica al circolo Arci di via Caccini il portavoce della comunità curda in Toscana Erdal Karabey (i dettagli e il percorso del corteo verranno resi noti nei prossimi giorni).

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“Ricordiamo il pianto e il dolore dei genitori, ma abbiamo visto anche l'orgoglio per Lorenzo che è partito consapevole, per l'umanità e per la libertà in Kurdistan. L'Europa e il mondo hanno dimenticato il popolo curdo, mentre Lorenzo ha fatto una scelta importante di solidarietà per il popolo curdo. L'Isis è un pericolo per tutto il mondo e lo dobbiamo far fermare, sappiamo che lo stato turco con armi e con persone sta aiutando l'Isis”, ha aggiunto Karadey.

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Lorenzo Orsetti: ricordo a Palazzo Vecchio il 22 marzo

Intanto il sindaco Dario Nardella, dopo avere incontrato i genitori, ha annunciato per venerdì prossimo, 22 marzo, alle 17 a Palazzo Vecchio, un momento di ricordo istituzionale di Lorenzo. Il sindaco avrebbe inoltre aperto alla possibilità di dedicare una strada ad Orso, come chiede un appello on line e anche una petizione su change.org. Anche il Cpa Firenze Sud di via Villamagna ha annunciato una giornata in ricordo di Orso, mentre il segretario cittadino della Fiom Cgil Daniele Calosi ha chiesto che al giovane ucciso venga assegnato il Fiorino d'Oro.

Recuperato il corpo di Lorenzo Orsetti, ucciso in Siria dall'Isis

Secondo le ultime notizie, la salma di Lorenzo Orsetti sarebbe stata recuperata dai compagni curdi. “Lo avrebbero riconosciuto”, ha detto il padre Alessandro nell'incontro di ieri, ricordando come la volontà del giovane fosse quella di essere sepolto in Siria: “L'accetteremo, anche se non avremo un corpo su cui piangere”.

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“Quella di combattere contro Isis è stata una scelta libera. Lorenzo non era pagato da nessuno, non era un mercenario”, ha sottolineato il padre, forse anche in risposta a commenti su Facebook nei confronti del figlio. “Ci lascia la sua voglia di aiutare i più piccoli, i più deboli. Siamo molto orgogliosi di lui, era un ragazzo d'oro, meritava di vivere molto di più”, ha  aggiunto la madre Annalisa.

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Infine, un ultimi fatto recente ricordato dal padre. “A febbraio gli hanno dato la tessera onoraria dell'Anpi (l'Associazione Nazionale Partigiani, ndr), gli avevo spedito le foto della tessera, Lorenzo era contentissimo”.

Il ricordo dei genitori: "Orgogliosi di lui"

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