Licenziamenti alla Sims di Reggello, i sindacati: "L'azienda non ha un piano industriale"

I lavoratori hanno fatto un presidio e otto ore di sciopero. Undici gli esuberi previsti

Il Valdarno sta vivendo una crisi economica che non ha precedenti. Dopo l'annuncio degli oltre 300 licenziamenti alla Bekaert di Figline ora è la Sims di Reggello (storica azienda chimica - farmaceutica ) a fare tagli al personale. "All'inizio avevano parlato di 16 esuberi - spiega Mirko Zacchei della Cisl - adesso siamo arrivati a 11, ma non sappiamo in quali reparti avverranno anche se lo possiamo immaginare".  Oggi i lavoratori hanno scioperato per otto ore e questa mattina hanno fatto un presidio (indetto da Cisl e Cgil) davanti ai cancelli dell’azienda del Filarone (la frazione di Reggello in cui sorge il complesso).

Sims oggi occupa 115 lavoratori ma in passato ha avuto un organico che contava fino a 150 dipendenti. L’azienda ha iniziato ad andare in crisi nel 2014 quando fu costretta a sospendere la produzione di medicinali a seguito di un controllo dell’Azienda del Farmaco (Aifa). “In sostanza Sims lavorava in parte fuori dalle regole - continua Zacchei - per mesi i dipendenti non sono tornati in fabbrica e per alcuni è iniziata la cassa integrazione”. Dal 5 di giugno sono terminati tutti gli ammortizzatori sociali.

“Nonostante la crisi del 2014 la dirigenza è rimasta al suo posto ma in realtà tutti loro dovrebbero essere mandati a casa”, spiega disperato un operaio. “Lavoro qui da più di 30 anni – continua l’uomo – speravo che Sims mi facesse raggiungere l’età per la pensione e invece non lo sappiamo”. La maggioranza dei dipendenti dell’azienda sono uomini tra i 40 e i 55 anni, molti di loro – in caso di licenziamento – avrebbero non poche difficoltà a rientrare nel mercato del lavoro.

“Purtroppo in questi anni l'azienda non ha colto l'occasione per mettere in campo una chiara strategia aziendale - spiegano Massimo Bollini della Cgil e Zacchei della Cisl - per dare continuità alla produzione e riportare ordinativi e commesse, volumi produttivi e fatturato. Ed è questo principalmente a preoccuparci, oltre ai licenziamenti annunciati". 

Le 11 lettere di licenziamento partiranno venerdì 29 giugno, giorno in cui è fissato il tavolo istituzionale in Regione Toscana sulla crisi aziendale. 

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