Liberazione, tentata contestazione al sindaco Nardella: 4 arresti / FOTO

I manifestanti hanno tentato di oltrepassare il cordone delle forze dell'ordine

Questa mattina, 25 aprile, cerimonia in Piazza Santa Croce per celebrare la 73esima festa della Liberazione dal nazifascismo. Presenti le autorità civili e militari, i gonfaloni di Comune, Regione e Città Metropolitana, oltre a quelli, tra gli altri, di Anpi, Associazione Nazionale Partigiani d'Italia, e Aned, Associazione Nazionale ex Deportati.

In Santa Croce si è fatto vedere anche Matteo Renzi, arrivato su una bici a scatto fisso. "Che sia giornata di riflessione, di memoria e di festa. Senza polemiche. Viva la libertà, viva la Liberazione. La festeggio in piazza nella mia Firenze", ha scritto l'ex sindaco ed ex presidente del consiglio su Facebook.

In piazza per Renzi qualche selfie e battute con i passanti. "Lo faresti l'accordo con i grillini?", chiedeva l'ex premier a chi si avvicinava. Un modo come un altro per tastare il polso del suo popolo. "No, mai", la risposta più frequente. Anche un piccolo siparietto con un contestatore. "Che ci fai qui Renzi? Con la tua 'schiforma' volevi distruggere la Costituzione che oggi celebriamo", gli si è rivolto contro un uomo.

Dopo la deposizione di una corona d'alloro, un corteo, con in testa il sindaco Dario Nardella e il presidente del consiglio regionale Eugenio Giani (il governatore Rossi ha celebrato la Liberazione nell'Aretino) è partito da piazza Santa Croce, fino a raggiungere piazza Signoria.

"Grazie ai partigiani, a tutti gli uomini e alle donne che hanno combattuto per la libertà. Ricordiamoci che 73 anni fa libertà, diritti e democrazia non c'erano, quindi non smetterò mai di ringraziarli", ha detto il sindaco parlando dall'arengario di Palazzo Vecchio.

"Oggi più che mai ringrazio l'Associazione Partigiani per il lavoro di memoria che porta avanti, perché non c'è futuro senza memoria", ha proseguito Nardella. "Stiamo attenti ai nuovi movimenti neofascisti, nei confronti dei quali spesso siamo troppo superficiali nel considerare quello che dicono come libertà di espressione".

"Viviamo in una società dilaniata dagli scontri sociali, dal razzismo, dalle diseguaglianze che crescono. Diciamo no a chi vorrebbe sfruttare le debolezze e le difficoltà delle persone per creare una società chiusa e basata sulla paura e l'odio verso il diverso", ha aggiunto il primo cittadino.

"Riflettiamo su quanto sia importante riaffermare i valori della nostra Costituzione, risultato della lotta di Liberazione della Resistenza. Di fronte a chi si definisce 'identitario' perché non può chiamarsi col nome che vorrebbe - ha concluso il sindaco -, festeggiare oggi il 25 aprile significa recuperare e rilanciare il senso di un'identità collettiva, non contro qualcuno ma per qualcosa. Di fronte alle ansie, alla paura del diverso, occorre una proposta civile e democratica, che torni a considerare la ricchezza delle diversità come un valore".

TENTATA CONTESTAZIONE A NARDELLA: 4 ARRESTI

Tensione invece nelle vie intorno a Santa Croce dove una cinquantina di manifestanti, appartenenti ad alcune sigle antagoniste (Firenze dal Basso, Iniziativa antagonista metropolitana), ha tentato di avvicinarsi alla piazza per contestare il sindaco Nardella.

Polizia e carabinieri hanno effettuato una "carica di alleggerimento" quando i manifestanti hanno tentato di forzare il cordone. I manifestanti in corteo (non preavvisato ma solo annunciato sui social e con volantini), che hanno scandito slogan e acceso fumogeni, sono stati deviati per evitare entrassero in contatto con il corteo ufficiale.

Sono stati fermati e portati in questura per l'identificazione tre ragazzi ed una ragazza. Nel pomeriggio il fermo si è tramuto in arresto, per tutti e quattro i fermati. Inizialmente sono stati accusati di violenza, resistenza, oltraggio a pubblico ufficiale. Poi si sono aggiunte le accuse di adunata sediziosa e lesioni.

Secondo quanto rifersicono le forze dell'ordine polizia e carabinieri hanno bloccato l'accesso a piazza Santa Croce ingaggiando un contatto, anche con una leggera carica, coi manifestanti, quando questi non hanno rispettato l'ordine di un dirigente della Digos di allontanarsi, poiché il corteo non era preavvisato e non c'era l'intenzione di farli avvicinare al palco delle autorità.

Nel primo pomeriggio coloro che avevano preso parte alla manifestazione della mattina hanno manifestato davanti alla questura, per chiedere il rilascio dei fermati, che saranno processati per direttissima domani mattina (giovedì) al Tribunale di Novoli, dove è stato annunciato un presidio alle 9 dalle stesse sigle che avevano tentato la contestazione.

"Stamani una manifestazione di giovani antifascisti voleva unirsi al corteo istituzionale. La polizia ha impedito allo spezzone di unirsi alla manifestazione caricandola a freddo e fermando quattro giovani", hanno scritto in una nota le sigle Iam (Iniziativa antagonista metropolitana), Cua (Collettivo universitario autonomo) e Cas (Collettivo antagonista studentesco), che hanno diffuso dei video su Facebook sull'accaduto. "È vergognoso - prosegue la nota - che il Partito Democratico abbia deciso di impedire a dei giovani di unirsi alla manifestazione istituzionale per raggiungere piazza della Signoria". Ancora nessuna replica da Palazzo Vecchio.

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