Liberazione, Rossi ricorda gli operai del Pignone trucidati: “Contributo fondamentale”

Il governatore ricorda gli eccidi nazifascisti: "Ideali della Liberazione ancora attuali, fondano la Repubblica democratica"

Enrico Rossi alla Nuovo Pignone

Una corona di alloro questa mattina è stata deposta all'interno del Nuovo Pignone di Rifredi, sotto la lapide in memoria dei martiri trucidati nei campi di sterminio nazisti e degli eroi caduti per la Resistenza, in ricordo di tutti i lavoratori trucidati dal nazifascismo.

Nella primavera del 1944 molte fabbriche fiorentine, fra cui la Nuovo Pignone, furono protagoniste di scioperi ed episodi di resistenza che risultarono cruciali per la Liberazione di Firenze e della Toscana dall'occupazione nazifascista.

La Rsu della fabbrica, come ogni anno, ha ricordato l'eccidio consumatosi settantatre anni fa con una cerimonia alla quale ha partecipato il presidente della Regione Enrico Rossi. Alle celebrazioni hanno partecipato dipendenti (circa 6000), dirigenza e organizzazioni sindacali.

“Qui al Pignone si fece un'assemblea, lo sciopero riuscì ma la sera ci fu puntuale la vendetta fascista. Sei lavoratori in quell'occasione furono deportati, ne tornò vivo solo uno. Ma furono centinaia i lavoratori deportati. Il loro fu un contributo fondamentale alla lotta di Liberazione, costitutiva della Repubblica democratica. Quelli antifascisti sono ideali – ha detto Rossi -, ancora di grande attualità, non devono essere rinnegati”.