Blitz contro Green Hill a Brescia: arrestati quattro cittadini toscani

Quattro toscani sono stati arrestati dopo il blitz contro Green Hill. Le accuse vanno dalla rapina alla resistenza a violenza a pubblico ufficiale e furto

Ieri l’irruzione degli animalisti nell’allevamento Green Hill, a Montichiari, in provincia di Brescia. All’interno della struttura circa 2500 cani beagle, destinati alla vivisezione scientifica. Un vero e proprio blitz, improvviso, che ha permesso ad alcuni manifestanti di entrare dentro la recinsione dell’edificio e liberare alcuni cani. Un incursione che ha portato all’arresto 12 persone ed alla denuncia a piede libero di una ragazza minorenne. Di questi 4 sono toscani: una 44enne di Pelago ed un 37enne di Castelfiorentino, entrambi in provincia di Firenze, una 21enne di Cascina, in provincia di Pisa ed un 26enne residente nel capoluogo toscano. Secondo i capi di accusa dovranno rispondere di resistenza e violenza a pubblico ufficiale, furto aggravato in concorso e violazione di domicilio aggravata.

Gli animalisti, accorsi con il lutto al braccio nel bresciano per sostenere l’associazione Occupy Green Hill, che da anni si batte per la chiusura dell’allevamento, una volta giunti nei pressi del canile, hanno raggirato i cordoni di sicurezza ed hanno improvvisato un presidio proprio davanti all’ingresso della sede. Mentre gli agenti delle forze dell’ordine cercavano di bloccare parte dei manifestanti, un piccolo gruppo è riuscito ad entrare dentro la recinsione e ha aperto i cancelli di ingresso, permettendo ad altri manifestanti di accedere al canile. Così, tra urla ed applausi, decine di cuccioli sono stati liberati e sottratti a morte certa. Tutto questo mentre i dodici venivano fermati ed arrestati.

BRAMBILLA –  Al fianco dei manifestanti l’ex ministro del Turismo, Michela Vittoria Brambilla, che ieri ha visitato le persone arrestate in seguito al blitz. La Brambilla ha espresso parole di “grande stima e gratitudine” per i  manifestanti riuniti a Montichiari da ‘Occupy Green Hill’ ed ha lanciato un appello: i senatori, “ascoltino la voce di questi manifestanti, proprio come hanno fatto i colleghi deputati qualche settimana fa, e non certo le sirene di potenti multinazionali che alimentano i loro grandi interessi economici lucrando sulla sofferenza degli animali. Altrimenti la distanza che separa il Palazzo dai cittadini rischia veramente di diventare incolmabile”. E sulla manifestazione? “Per l’ennesima volta – ha continuato l’ex ministro – migliaia di cittadini, in rappresentanza di milioni di altri, hanno alzato la voce contro l‘ultimo allevamento di cani da laboratorio rimasto in Italia, baluardo di un modo di fare ricerca superato e pericoloso anche per la salute umana. Poche volte la volontà popolare è stata palesata con tanta determinazione e tanta chiarezza. E gli italiani – conclude – non intendono più tollerare che essa venga platealmente calpestata dall’arroganza e dalla prepotenza delle lobby farmaceutiche”.

 

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