Lamole in Chianti si candida a paesaggio storico d'Italia

Produttori, cittadini e Comune sostengono la candidatura del piccolo borgo nel territorio grevigiano. La notizia arriva con il nono vino prodotto dalle otto aziende e battezzato dal sindaco Paolo Sottani in occasione dell'iniziativa "I profumi di Lamole"

Il borgo di Lamole

Lamole, piccolo borgo nel territorio grevigiano dove i romani furono i primi ad avviare le coltivazioni ad alta quota, si candida a paesaggio storico d'Italia. Produttori, cittadini e Comune sostengono la candidatura che si lega ad una ricerca storica, condotta dalle aziende riunite sotto l'associazione presieduta da Susanna Srassi.

La notizia arriva con il nono vino prodotto dalle otto aziende e battezzato dal sindaco Paolo Sottani in occasione dell’iniziativa I profumi di Lamole. “Una mescita speciale - ha detto il sindaco Sottani - con la quale ogni anno valorizziamo questa importante realtà vinicola. Ci auguriamo che la candidatura diventi presto un'opportunità di promozione legata alle profonde radici storiche di questo territorio”.

A scoprire le potenzialità produttive di Lamole e della vicina Casole furono i Romani, che per primi portarono in altura le coltivazioni della vite e dell’olivo, individuando nella posizione privilegiata del borgo il luogo ideale per le attività agricole. Nel Medioevo la produzione assunse un’importanza ancora maggiore, tanto che nel 1350 la famiglia fiorentina Gherardini costruì un Castello di cui rimangono ancora numerose tracce.

La sua viticoltura di qualità, eseguita tradizionalmente su terrazzi, era rinomata sin dal Medioevo e venne portata avanti nei secoli successivi: Lamole, infatti, veniva indicata nelle pubblicazioni ottocentesche come una delle “culle” del Chianti di qualità. Il territorio è caratterizzato da pendenza mediamente superiori al 30% e spesso oltre il 50%, dove la realizzazione dei terrazzamenti consentiva di “rimettere in piano” il terreno, rendendolo coltivabile. Particolare importanza rivestivano le sistemazioni idrauliche, in modo da limitare l’erosione superficiale.  

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