Istigazione all'odio razziale: il dj Guido Gheri sarà difeso dall'avvocato Carlo Taormina

La storica voce scandiccese di Radio Studio 54 davanti al giudice il 4 febbraio 2020

Il dj Guido Gheri

E' stata fissata l'udienza preliminare al tribunale di Firenze in cui è imputato il dj scandiccese Guido Gheri, insieme alla moglie Angela Marchese. La data è quella del 4 febbraio 2020. Gheri è accusato di istigazione all'odio razziale, diffamazione e calunnia e comparirà davanti al giudice Antonella Zatini accompagnato dal suo legale, l'avvocato Carlo Taormina, già difensore di Erich Priebke per l'eccidio delle Fosse Ardeatine, del neofascista Franco Freda nel processo per la dissoluzione del movimento Fronte Nazionale e del carabiniere Mario Placanica, accusato dell'omicidio di Carlo Giuliani al G8 di Genova. L'avvocato Taormina è noto anche per aver difeso Annamaria Franzoni (delitto di Cogne), alcuni imputati di Tangentopoli, il politico Franco Fiorito (ex Msi) e il boss della Sacra Corona Unita Francesco Prudentino.

Dall'altra parte ci sarà l'accusa, il sostituto procuratore Christine Von Borries. Secondo la procura fiorentina, la storica voce di Radio Studio 54 - emittente radiofonica di Scandicci già sequestrata dai carabinieri – avrebbe diffamato via radio, nel corso delle sue trasmissioni e in particolare in quella chiamata “Voce al popolo”, un ex consulente e il suo ex avvocato. Inoltre avrebbe usato la radio stessa per propagandare, ritiene l'accusa, “un vero e proprio odio razziale ed etnico nei confronti degli extracomunitari in quanto tali, come tale idoneo a determinare in concreto il pericolo di comportamenti discriminatori”.

Nel corso dell'udienza preliminare le persone offese nel procedimento potranno decidere se costituirsi parti civili. Tra loro ci sono l'ex collaboratore Marcello Bevignani e l'avvocato Paolo Florio, difensore del dj prima di Taormina. Ci sono anche due carabinieri della compagnia di Scandicci, i marescialli Giuseppe Sansalone e Giuseppe Benedetti. I due militari sono stati calunniati da Gheri e dalla moglie: questi ultimi li avevano infatti accusati di aver “spento” la loro radio senza che il tribunale gli avesse ordinato di farlo.

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