Insegnante accusata di abusi sessuali su alunno: il bambino è del ragazzo

Lo conferma il test del dna

Ieri sera sarebbero arrivati i risultati del test del dna sul figlio della donna di 35 anni accusata di aver abusato sessualmente di un minore a cui dava ripetizioni. Il bambino sarebbe figlio dell'adolescente. 

La donna è indagata dalla procura di Prato per violenza sessuale sul suo allievo. È rimasta incinta e nei mesi scorsi è nato un bambino che è stato riconosciuto dal marito di lei.

I fatti risalgono al 2017 quando la donna, di professione infermiera, dava ripetizioni di inglese all'adolescente che allora aveva 13 anni (oggi ne ha quasi 15). 

Ieri la 35enne ha rilasciato dichiarazioni spontanee ai pm che indagano sul caso. All'interrogatorio, oltre ai due sostituti procuratori titolari dell'inchiesta, ha partecipato anche il capo della squadra mobile Gianluca Aurilia che guida le indagini, scaturite da una denuncia dei genitori del ragazzo presentata contro la 35enne un paio di settimane fa circa.

La famiglia del ragazzo si è attivata con la querela contro l'insegnante, che è una loro conoscente, anche per la nascita del bambino, circostanza che la 35enne avrebbe fatto presente al 15enne mettendolo in crisi, è quanto rivelato dal quotidiano la Nazione. L'adolescente avrebbe quindi parlato della vicenda dei genitori che hanno sporto denuncia contro la donna.

Intanto dall'analisi dei messaggi tra i due ci sarebbe qualcosa di compromettente. "Perchè non rispondi? Rispondimi". Così l'infermiera cercava con insistenza al cellulare lo studente delle scuole medie. Lo testimonierebbero alcuni alcuni messaggi trovati nel telefono cellulare del ragazzo, finito insieme alla donna nell'occhio del ciclone di un caso clamoroso.

Il telefono contenente le chat incriminate - riferisce la Nazione - è stato consegnato dalla madre del ragazzo agli investigatori della Squadra Mobile nel momento in cui lei stessa ha presentato querela contro l'insegnante.

Come è partita l'inchiesta

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Commenti (3)

  • Condivido quanto detto da Pierluigi. La divulgazione di tali notizie oltre a solleticare il prurito di certi lettori, non fanno altro che aumentare il dolore di tutte le persone coinvolte.

  • Meno male che l'incontro in Procura è stato "segretato".I particolari sono lasciati alla fantasia del lettore. Il buon Boccaccio ci avrebbe scritto mezzo libro. Queste vicende non dovrebbero nemmeno essere divulgate. Auguri.

    • Condivido quanto detto da Pierluigi. La divulgazione di certe storie servono a solleticare il prurito di alcuni lettori ed a peggiorare, se ancora si può, la situazione di tutti quelli coinvolti nella vicenda.

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