Forteto, l'accusa del Comitato delle vittime: setta anche per notabili

Secondo il portavoce del comitato, Sergio Pietracito, "nella trappola del Forteto, che era una vera e propria setta, non sono caduti solo ragazzini ingenui o fragili ma anche persone notabili e autorevoli"

Forteto - l'inchiesta delle 'Iene'

“Nella trappola del Forteto, che era una vera e propria setta, non sono caduti solo ragazzini ingenui o fragili ma anche persone notabili e autorevoli” che fungevano da ‘testimonial’ per la comunità. È questa la convinzione dell portavoce del Comitato delle vittime del Forteto, Sergio Pietracito, che ieri è intervenuto a un convegno organizzato dal Pdl in Consiglio regionale dal titolo ‘Forteto, storia di un cortocircuito culturale politico, giudiziario’.

COMITATO VITTIME – “Noi del comitato vittime siamo andati da chi ci ha ascoltato – ha continuato – e per questo oggi siamo a questo incontro organizzato dal Pdl. Occorrerebbe evitare che qualcuno parlasse di strumentalizzazione politica. Auspichiamo che un convegno del genere venga organizzato anche da più forze politiche e ci piacerebbe anche che a questo appuntamento potessero partecipare psicologi ed esperti della mente per far meglio capire quello che ci è successo e come per questo viviamo''. Secondo Pietracito “con la commissione d’inchiesta del Consiglio regionale, che all’unanimità ha approvato la relazione finale sulla vicenda Forteto, abbiamo compiuto un passo avanti riuscendo ad avere insieme le varie forze politiche”.

PDL – Per Stefano Mugnai, consigliere regionale del Popolo della libertà ed ex presidente della commissione d'inchiesta sul Forteto, la comunità “usava la sua galassia di relazioni, anche importanti, come un ‘parafulmine’” per “far passare il concetto che con tanti ‘testimonial’ così importanti certe nefandezze non potevano essere avvenute”. “Sono venuto in possesso – ha aggiunto – di una ricca rassegna stampa di questi 35 anni che fanno emergere come, anche rispetto alle inchieste passate, il metodo di risposta del Forteto sia sempre il solito. Ovvero quando venivano mosse le accuse non vi era una risposta diretta ma si portava ad esempio tutta la lista di soggetti autorevoli che con la loro vicinanza davano credito al Forteto”.

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