Caso Tolve: protesta incatenandosi davanti all’assessorato urbanistica

Il presidente del comitato per la tutela ambientale e paesaggistica del Galluzzo ha protestato incatenandosi. Toma ha annunciato di avere notizia di un nuovo reato

Il caso Tolve, geometra arrestato la settimana scorsa mentre intascava una mazzetta da mille euro, apre un nuovo capitolo. Sin dalle nove di stamani, Maurizio Toma, presidente del comitato per la tutela ambientale e paesaggistica del Galluzzo, ha protestato davanti all’assessorato urbanistica. Come? Incatenandosi davanti alla cancellata degli uffici di via Andrea del Castagno.

Il “malcontento” rincorre le dichiarazioni in merito all'arresto di Tolve dell’assessore comunale all’urbanistica Elisabetta Meucci. Il membro della giunta Renzi aveva infatti dichiarato di non fare di tutta l’erba un fascio, parlando nello specifico di un “caso isolato”, e aveva anche invitato i professionisti a denunciare i casi sospetti. Proprio sulle segnalazioni Toma controbatte: “La verità è che si tratta tutt'altro che di un episodio singolo: a Firenze le pratiche urbanistiche viaggiano a due velocità, ci sono quelle rapide e quelle lente, e i criteri con cui si decide a quale delle due categorie una appartenga sono ancora oggi tutt'altro che limpidi”.

Il presidente racconta di aver più volte telefonato e scritto, e riscritto, per denunciare la “cattiva gestione dell’ufficio urbanistica del Comune di Firenze”. Risposte? “Ho tutte le mail inviate da me. L’unica risposta è arrivata dalla segreteria del sindaco in cui si diceva di aver girato la questione all’assessore Meucci”.

“Non posso dire che ci sia un giro di denaro ma un giro di carriere sì – tuona il presidente in piedi davanti all’inferriata”, chiedendo spiegazioni riguardo le nomine di funzionari, assessore e dirigente dell’ufficio urbanistica.
Se il gesto eclatante si è basato su una richiesta d’ascolto, o almeno d’udienza, il presidente ha rilanciato annunciando di avere una “notizia di reato” che porterà direttamente in Procura. Doveroso il riserbo, si sa solo che al centro ci sarebbe un immobile privato, “sarà la magistratura ad appurare eventuali responsabilità”. La protesta comunque non si ferma e andrà avanti a oltranza “Voglio solo risposte dall’assessore dal sindaco e dall’assessore”.


 

 

 

 

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