Impruneta: duplice omicidio, giallo sull'arma del delitto

Nei prossimi giorni sarà effettuata l’autopsia sui corpi della coppia

Immagini di Alessandro Busi davanti alla casa del delitto

E’ ancora scossa Impruneta per il duplice omicidio che ha portato alla morte di Osvaldo Capecchi e la compagna Patrizia Manetti, originari di Rossano Calabro (Cosenza) e Firenze. Nel corso della perquisizione della Fiat Panda di Dario Capecchi, il figlio dell'uomo che è accusato del pluri-omididio, è  stato rinvenuto nel vano portaoggetti lato passeggeri un coltello da cucina seghettato. Dovranno essere fatti accertamenti per verificare se vi siano tracce di sangue latenti ma, in base a quelle che sono le prime risultanze medico-legali, non dovrebbe trattarsi dell'arma del delitto.

Da quanto si è appreso, il 43enne, affetto da problemi psichici, era in cura in un centro di igiene mentale ma sembra che negli ultimi dieci giorni avesse interrotto la terapia farmacologia. Una volta fermato è stato portato nella caserma del comando provinciale in Borgognissanti. Si è seduto davanti al pm per l'interrogatorio difeso da un avvocato d'ufficio. Tra gli elementi d'accusa anche il fatto che avesse abiti sporchi di sangue.

Nei prossimi giorni sarà effettuata l'autopsia sui corpi di Osvaldo e Patrizia. A quel punto sarà chiarito in modo ufficiale in che modo sono stati uccisi. 

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