Decreto Salvini: dopo Bologna e Torino anche Firenze chiede la sospensione

Approvato ordine del giorno in consiglio comunale

E' stato approvato oggi pomeriggio dal consiglio comunale di Firenze un ordine del giorno per chiedere la sospensione del cosiddetto 'Decreto Salvini', che comprende le materie sicurezza e immigrazione.

Il testo “considera il clima di intolleranza che si è creato, alimentato anche dall'orientamento del nuovo governo che ha inteso restringere i requisiti per il rilascio dei permessi ai migranti e contestualmente modificare le norme in materia di sicurezza”.

Allo stesso tempo il testo “impegna il sindaco e la giunta comunale a chiedere al ministero dell'interno ed al governo di sospendere l'iter parlamentare e gli effetti dell'applicazione del decreto legge e aprire un confronto con Firenze e le Città italiane, al fine di valutare ricadute concrete di tale decreto sull'impatto in termini economici, sociali e sulla sicurezza dei territori”, le motivazioni dell'atto, approvato con i voti favorevoli di Partito Democratico, Firenze riparte a sinistra, Articolo 1 – Mdp e Potere al Popolo (contrari Forza Italia, Movimento 5 Stelle e Fratelli d'Italia).

“Unire il tema della sicurezza nel medesimo atto alla riforma del sistema dei permessi per i migranti è un grave errore. Ribadiamo la nostra contrarietà all'intero atto a firma Salvini, la cui approvazione porterà a cancellare intere fette della popolazione”, commentano i consiglieri comunali fiorentini di Firenze riparte a sinistra Tommaso Grassi e Donella Verdi.

“Il decreto Salvini è inumano. Tratta gli stranieri come pacchi postali, aumenta da 90 a 180 giorni il periodo nei centri di permanenza (senza che sia stato commesso alcun reato, ndr) e di fatto limita fortemente, se non abolisce, i permessi di soggiorno umanitari. Elimina la possibilità di integrazione dei richiedenti asilo. Un decreto - aggiungono i consiglieri di Articolo 1 – Mdp Alessio Rossi e Stefania Collesei –, che vorrebbe aumentare la sicurezza ma in realtà otterrà l'effetto opposto. Aumenterà la marginalità, il lavoro nero e l'illegalità”.

Nei giorni scorsi anche i consigli comunali di Torino e Bologna (guidati rispettivamente dalla 5 Stelle Chiara Appendino e dal Pd Virginio Merola) avevano approvato simili richieste.

Il voto fiorentino arriva anche pochi giorni dopo l'allarme lanciato dagli assessori regionale e comunale al welfare, Vittorio Bugli e Sara Funaro, sulle possibili conseguenze dello smantellamento del sistema di accoglienza diffuso e del 'modello Sprar'. “Con il decreto Salvini - la denuncia dei giorni scorsi di Bugli e Funaro -, solo in Toscana c'è il rischio di creare dal nulla 4mila irregolari in più, da un giorno all'altro, lasciandoli per strada e aumentando tensioni ed insicurezza”.

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Commenti (1)

  • Se i migranti vengono paragonati a pacchi postali, qualcuno li avrà pur spediti, quindi qualcuno a priori tratta i migranti come pacchi postali, con destinazione ignota. Troppo comodo: io spediscono, fosse anche mi spediscono da solo, poi qualche bischero ci penserà

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