Immigrazione: Nardella incontra Lamorgese e torna a chiedere un Centro per il rimpatrio

La ministra degli Interni annuncia 22 poliziotti in più in città

Da sinistra il questore Nanei, la prefetta Lega, la ministra Lamorgese e il sindaco Nardella (Foto Agenzia Dire)

Il sindaco Dario Nardella torna a invocare un Cpr, Centro di permanenza per il rimpatrio, nel territorio metropolitano fiorentino o in Toscana.

Lo ha chiesto questo pomeriggio direttamente alla ministra dell'Interno Luciana Lamorgese, al termine del comitato per l'ordine e la sicurezza pubblica ospitato nella sede della prefettura di via Cavour e al quale hanno partecipato, assieme ai vertici di carabinieri e guardia di finanza, anche il prefetto Laura Lega e il questore Armando Nanei.

“Ribadisco la disponibilità a lavorare con gli altri sindaci toscani per individuare un sito dove realizzare un Cpr. Bisogna dirlo chiaramente, i Cpr non sono i vecchi Cie (Centri di identificazione ed espulsione, ndr), dove stanno centinaia di persone per mesi e mesi. Nei Cpr non ci sono violazioni di diritti umani ed è necessario rendere possibili i rimpatri dei migranti irregolari che delinquono. Non parliamo di badanti, parliamo di criminali che delinquono e per i quali oggi è molto difficile garantire il rimpatrio", dice Nardella (in un Cpr a Gradisca, in Friuli Venezia Giulia, il 18 gennaio scorso un migrante di 38 anni è morto per cause ancora da accertare).

Lamorgese ha poi annunciato l'arrivo di 22 nuovi poliziotti in città a partire da aprile, “così da raggiungere un saldo positivo di 115 poliziotti in più negli ultimi due anni”, una “rimodulazione” delle stazioni dei carabinieri e un futuro aumento di organico anche per la guardia di finanza.

Tra gli altri temi trattati, quello dello spaccio di stupefacenti. “Lavoriamo, con il ministro della giustizia, per superare le attuali normative e garantire che gli spacciatori restino in carcere”, dice la ministra. Una richiesta che arriva anche dallo stesso sindaco, perché “è frustrante assistere in molti casi, con le norme attuali, ad un'impunità di fatto”.

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Anche se, tiene a sottolineare più volte la ministra “Firenze è una città sicura. Dopo l'aumento del 2017-18 i reati sono stati tutti in calo. Nel 2019 nell'area metropolitana abbiamo registrato un calo del 3,7% e a Firenze città dell'1%. Questo è quello che dicono i numeri, ora dobbiamo lavorare sulla percezione della sicurezza”.

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