Vandalismo: imbrattata la casa della Gioconda / FOTO

Secondo raid in un mese. L'associazione: "Non andava sciolta la squadra anti graffitari"

Graffiti sui palazzi storici nella via degli antiquari. E' successo a ridosso del weekend quando un writer ha vergato palazzi del quindicesimo e sedicesimo secolo: Palazzo Ridolfi Zanchini e Palazzo Michelozzi. Quest'ultimo, luogo dove trascorse i propri natali la Monna Lisa Gherardini che poi avrebbe ispirato Leonardo da Vinci per la celebre opera custodita al Louvre di Parigi. 

Scritte e disegni sono stati rimossi in modo rapido dai proprietari dei palazzi che affacciano su Via Maggio ma sembra che l'episodio di Via Sguazza sia tutt'altro che isolato. Una ventina di giorni fa un altro raid di alcuni graffitari costrinse infatti ad un lunga ripulitura.
Problematiche presenti anche in passato ma che erano state sorpassate grazie ad una squadra ad hoc della polizia municipale che si occupava di questo specifico fenomeno. "Il fenomeno è più frequente rispetto a prima, quando era presente la task force di vigili - spiega la presidente dell'associazione di Via Maggio Olivia Turchi - Era una squadra preparata e attiva sul territorio". Esperti a tal punto da risalire agli autori della street art senza regole tramite le cosiddette "tag" ovvero il marchio dell'artista. 

L'associazione segue passo passo questi fenomeni seguendo la teoria delle finestre rotte, che consiste nell'arginare anche i più piccoli episodi di vandalismo e degrado prima che le cose vadano ad aggravarsi, procedendo alla sistematica rimozione di qualsiasi graffito o scritta nella strada dei mercati dell'arte antica. Intanto già nei giorni scorsi si è proceduto alla rimozione delle scritte con una mascheratura, ovvero una metodica studiata con la sovrintendenza, progetto poi utilizzato anche dagli Angeli del Bello, che si basa non su un restauro bensì su delle coperture rapide e non invasive. 

Non solo divieti però. Infatti nel tempo l'associazione era riuscita a creare un dialogo per far capire ai giovani come i loro sfoghi non debbano intaccare palazzi storici. "In un paio di casi, come il restauro delle fontane di Santa Croce e Santo Spirito, abbiamo dato degli spazi temporanei agli street artist - conclude la presidente - in modo che dessero sfogo e così da indirizzare le loro azioni". "Una questione di decoro e senso civico". 

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