Bagno a Ripoli, sicurezza: 80 cittadini attivi per il 'controllo di vicinato'

Il progetto ha ricosso subito tantissime adesioni

Sono ottanta i cittadini che hanno aderito e ben cinque i gruppi di controllo di vicinato attivi. I numeri  parlano chiaro, e mostrano la grande partecipazione nel territorio di Bagno a Ripoli,  tra i primi  Comuni dell'area metropolitana fiorentina a rendere operativo, con il  corpo di polizia municipale, il progetto promosso dalla Prefettura di Firenze per un monitoraggio sempre più capillare del territorio grazie al gioco di squadra tra forze dell'ordine e gruppi di residenti debitamente formati e incaricati di effettuare segnalazioni qualificate.

Ieri nel palazzo comunale si è tenuta una nuova assemblea pubblica per illustrare il progetto, raccogliere nuove adesioni, in costante aumento, e diffondere ai cittadini interessati un vademecum su regole e funzionamento del controllo di vicinato: un protocollo da seguire per effettuare una segnalazione, che potrà riguardare ad esempio la presenza di auto o persone palesemente sospette, la presenza di mezzi, auto o biciclette che si sospettano rubate, situazioni di degrado urbano, atti vandalici e fenomeni di bullismo. 

Presenti all'incontro il sindaco Francesco Casini, il comandante della Polizia municipale Filippo Fusi, l'ispettore Moreno Bosco referente del progetto e l'ex comandante, oggi in pensione, Maurizio Andorlini, che avrà il compito di coordinare i gruppi di cittadini. Ottanta invece i cittadini che si sono fatti avanti per partecipare al progetto, dislocati nelle frazioni di Bagno a Ripoli, Antella, Grassina, Osteria Nuova, Case di San Romolo, Villamagna, Vallina, Castelruggero e Bigallo. Cinque i gruppi già pronti ad essere operativi, sulla scia di un “Gruppo zero” attivo in via sperimentale da due settimane, che sta già dando frutti con interessanti segnalazioni da parte dei cittadini. Le persone aderenti al controllo di vicinato, in queste settimane, stanno effettuando incontri con la Polizia municipale e saranno appositamente formate. I coordinatori dei gruppi, selezionati dalle forze dell'ordine, sono invece persone con esperienza nel campo della sicurezza, tra cui ex appartenenti ai servizi di polizia.

“Stiamo potenziando la tecnologia al servizio della sicurezza – ha spiegato il sindaco Casini – Stiamo investendo in telecamere e videosorveglianza e siamo pronti a mettere in campo anche un drone per monitorare il territorio. Ma il supporto dei cittadini è fondamentale per rendere la vita più difficile ai malintenzionati e con il controllo di vicinato e il coordinamento delle forze dell'ordine e della Prefettura si toglie di mezzo ogni forma di improvvisazione, che può essere pericolosa e controproducente. Niente ronde, sceriffi o pattugliamenti. I cittadini avranno il compito di vedere, osservare e riferire, prendendosi cura del proprio quartiere e riscoprendo il vecchio spirito di comunità. Solo i coordinatori dialogheranno con le forze dell'ordine, che restano le uniche titolate a intervenire”.

Potranno crearsi gruppi di cittadini a livello condominiale oppure in un quartiere. Le strade poste sotto il “controllo di vicinato” saranno segnalate con cartellonistica. Il gruppo di cittadini potrà organizzare la propria comunicazione interna e lo strumento solitamente utilizzato è la messaggistica istantanea. Ogni gruppo avrà un coordinatore che farà una prima valutazione della segnalazione: se la reputerà qualificata e attendibile la inoltrerà ad un referente della Polizia municipale, che a sua volta farà scattare una verifica. Chi fosse interessato a partecipare può scrivere una mail all'indirizzo: polizia.municipale@comune.bagno-a-ripoli.fi.it

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I cittadini che fossero testimoni di un crimine, di una flagranza di reato o di una situazione di pericolo per l'incolumità delle persone dovranno comunque telefonare immediatamente ai numeri dell'emergenza 112, 113 e al numero della Polizia municipale 055.631111. Il regolamento del “controllo di vicinato” previsto dal Comune è molto rigido per le prescrizioni relative alla privacy. Per chi aderisce ad esempio c'è il divieto assoluto di divulgare ogni tipo di informazione emersa durante il controllo di  vicinato. Allo stesso modo sono severamente vietate forme di pattugliamento del territorio.

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