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Sparatoria a Palazzo Chigi: i due carabinieri feriti in servizio a Firenze

Giuseppe Giangrande e Francesco Negri fanno parte del Sesto battagliane Carabinieri Toscana. Giangrande, il più grave, è vedovo e ha una figlia: per lui si parla di una lesione della colonna vertebrale cervicale

Giuseppe Giangrande e Francesco Negri, i due carabinieri feriti questa mattina nella sparatoria davanti a Palazzo Chigi, sono entrambi militari in servizio al Sesto battagliane Carabinieri Toscana. Giangrande, brigadiere cinquantenne, è vedovo da circa due mesi. Ha una figlia di 23 anni, che adesso è in viaggio per Roma. Nato a Monreale (Palermo), è quello che versa in condizioni più gravi: ha riportato la lesione della colonna vertebrale cervicale. Il brigadiere è in servizio a Firenze, dal 2009, dopo un’esperienza nel radiomobile di Prato. Anche Negri, 30 anni, è arrivato nel 2009. Prima era in servizio in una stazione in Lombardia. Negri è celibe ed è originario di Torre Annunziata.

GIANGRANDE“E’ una lesione importante, sono in corso accertamenti”. Così il direttore del Dea dell’Umberto 1 di Roma Claudio Modini, a chi gli chiedeva se la ferita alla colonna vertebrale del carabiniere ferito Giuseppe Giangrande avrebbe potuto comprometterne la mobilità in futuro. “Se sarà operato – ha aggiunto – dipenderà dagli accertamenti. Tra un paio d’ore potrò essere più certo". Per ora il carabiniere non è stato operato, ma “soltanto sottoposto all’intervento di asportazione e rimozione del proiettili”.

COLLEGHI – Alla caserma Baldissera, sul Lungarno Pecori Giraldi a Firenze, la sede del Sesto Battaglione Carabinieri Toscana, oggi regna lo sconcerto e la tristezza. Poca voglia di parlare fra i colleghi dei due militari – molti stanno andando a Roma per star loro vicino – che li definiscono “due bravissimi ragazzi, che si sacrificano. Questo – viene spiegato – è un lavoro che si fa solo con la passione, è un mestiere che chiede molto, che ti tiene lontano dalla famiglia e dagli affetti. Qua condividiamo tutto, esperienze di vita, tensioni, ansie e gioie”. Il contingente toscano era arrivato a Roma da qualche giorno “siamo a disposizione del Comando generale – viene aggiunto – che ci impegna non solo in Toscana, ma laddove ci sia bisogno: dalle emergenze di Lampedusa a quelle per la Tav, al servizio pubblico durante le partite”.

ROSSI“Ancora una volta uno ‘squilibrato’. Tre anni fa, il 12 dicembre 2011, la strage di senegalesi a Firenze per opera di un ‘squilibrato’ di estrema destra. Oggi, mentre il nuovo governo stava giurando, un uomo, anche lui, dicono, ‘squilibrato’, spara e ferisce due carabinieri. Forse bisognerebbe interrogarsi su quali siano le ragioni che muovono gli ‘squilibrati’ a sparare e, nell’incertezza delle risposte, provare intanto ad eliminare dal discorso pubblico incitamenti all’odio, insulti, invettive, linguaggi e metafore di morte”. Lo scrive il presidente della Regione Toscana, Enrico Rossi, sul proprio profilo Facebook, commentando quanto avvenuto davanti a Palazzo Chigi. “Ai carabinieri feriti e alle loro famiglie – continua Rossi – va tutto il nostro affetto insieme agli auguri di guarigione”.

RENZI – “I carabinieri feriti a Roma risiedono nella nostra città. Ho espresso al comandante provinciale dell’Arma l’affetto di tutta Firenze”. Lo scrive il sindaco di Firenze, Matteo Renzi, sul proprio profilo Facebook.



Commenti (1)

  • Avatar anonimo di Max
    Max

    Me lo immagginavo danno la colpa al movimento di Grillo. Secondo me dovrebbero farsi un esame di coscienza: Ho lavorato bene, sempre per il bene dell'Italia? Già ora SIRVIO gratta anche sul GAS per questo le bollette sono più care. Complimenti a tutti quelli che vanno con le baniderine ad OMAGGIARLO gli farei pagare di più a loro sul GAS. Vuole togliere l'imu ci credo tanto ci guadagna sul gas. Che polli. C'è un malcontento nei confronti della politica. C'è disagio ed incertezza sul futuro di chi è la colpa? Anche nella rivoluzione Francese i cittadini ridotti alla fame ci sono stati momenti violenti ma dovuti alla nerissima situazione creata da chi comandava il paese.

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