Giovani e lavoro: in Toscana 79 mila neet, non lavorano né studiano

Un vero e proprio esercito, 1 su 5 tra i 25 e i 29 anni. Confcooperative: “Investire sull'occupazione”

Career day all'Obihall, foto d'archivio

Non studiano, non lavorano e non hanno desideri per il futuro. Sono chiamati 'Neet' (dall'acronimo inglese Not (engaged) in Education, Employment or Training) e in Toscana sono un vero e proprio esercito: 79mila giovani, nella fascia d'età 25-34 anni.

È uno dei dati che emerge dal focus Censis Confcooperative “Millennials, lavoro povero e pensioni: quale futuro?”, che si riferisce al 2016. Un numero che nettamente inferiore rispetto ad altre regioni (si contano 360 mila neet in Campania o 316 mila in Sicilia, anche se quest'ultima ha una popolazione complessiva maggiore).

Sotto la media italiana è anche il tasso di disoccupazione, di coloro cioè che cercano un lavoro (perché chi non lo cerca non rientra tra i 'disoccupati') ma non lo trovano: la percentuale si ferma al 12,4 %, contro la media nazionale del 17,7%. L'inattività (coloro che non hanno lavoro ma non lo cercano) riguarda invece il 18,9%, contro il 26,8% della media nazionale. I Neet sono circa il 20% dei giovani toscani, 1 su 5: 380mila172 il dato del 2016.

I dati sono stati ricordati da Confcooperative Toscana, che, con l'obiettivo di incrementare l'occupazione giovanile attraverso progetti mirati, ha presentato la quarta edizione di Toscana 2020, progetto che “mira a diffondere la cultura cooperativa nelle scuole attraverso la formazione di tutor e insegnanti”, afferma Claudia Fiaschi, presidente di Confcooperative Toscana.

“Le classi hanno la possibilità di fare esperienze d'impresa cooperativa. Nelle prime tre edizioni sono stati coinvolti oltre 2.800 studenti”, prosegue Fiaschi. Confcooperative Toscana è accreditata per la selezione e progettazione di programmi di servizio civile: “Nel quadriennio 2014-2018 sono stati avviati 314 giovani al servizio civile nazionale e 369 giovani al servizio civile regionale”. Infine il progetto Coop up, “che attraverso un servizio di call seleziona idee imprenditoriali e aiuta a coltivarle, per poi trasformarle in impresa vera e propria”.

“La nostra è una regione con una quantità di giovani ridotta. Molti giovani in età attiva scelgono infatti di migrare in altre regioni e altri Paesi – conclude Fiaschi -. Per questo motivo l'investimento sull'occupazione e la formazione in termini di capacità di impresa rimane centrale fra le azioni da intraprendere”.

La Regione Toscana nel frattempo fa sapere che dal prossimo 21 marzo 2018 gli enti accreditati potranno presentare domanda per il finanziamento di corsi di formazione individuale o comunque mirata (da 1 a un massimo di 3 partecipanti per un massimo di 100 ore), rivolti appunto ai Neet, registrati al Programma Garanzia Giovani e già individuati nominativamente in fase di presentazione del progetto. E’ previsto un tetto massimo di 4mila euro per ciascun giovane e la rendicontazione delle spese.

"La Regione Toscana – commenta l'assessore all'istruzione, formazione e lavoro Cristina Grieco - in questa prima fase di applicazione del piano di attuazione di Garanzia Giovani mette a disposizione 500mila euro. E' un tassello delle politiche che da tempo la Regione mette in campo a favore dell'occupazione giovanile che ha visto la Toscana apripista, con il progetto Giovanisì e poi Garanzia Giovani. Dal 2014 le politiche di Garanzia giovani e Giovanisì hanno coinvolto quasi 350 mila giovani".

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