Maturità, via agli esami: c'è anche un tema su Gino Bartali

Il fiorentino 'Ginettaccio' in qualche modo protagonista alla prima prova in corso in tutta Italia

Foto di repertorio

Anche un fiorentino, e che fiorentino, Gino 'Ginettaccio' Bartali, protagonista in qualche modo della prima prova della maturità 2019. “Non c'erano dubbi che il nonno fosse entrato già da un pezzo nella Storia italiana, ma che sia argomento scolastico di questo rilievo è una notizia eccezionale. In bocca al lupo agli studenti che scriveranno su nonno Gino Giusto tra le Nazioni!”. Così scrive su Facebook Lisa Bartali, nipote del campione fiorentino di ciclismo, figlia di Luigi, commentando la notizia che una delle tracce della prima prova dell'esame di maturità 2019 è dedicata a Gino Bartali e al Tour de France del 1948.

In quel tour Bartalì trionfò per la seconda volta, dopo aver già vinto la Grande Boucle nel 1938. E chissà quanti ne avrebbe potuti vincere nel mezzo se non ci fosse stata la tragedia della Seconda Guerra Mondiale.

Maturità 2019: tutte le tracce della prima prova

“Una bella sveglia stamani con i vostri meravigliosi messaggi e gli applausi in diretta telefonica dei ragazzi dell'oratorio Gino Bartali di Roma entusiasti della notizia", aggiunge Lisa.

Un commento, rilasciato all'agenzia AdnKronos, arriva anche da Maurizio Bresci, presidente dell'Associazione che gestisce il Museo del Ciclismo Gino Bartali, con sede a Ponte a Ema, a pochi chilometri da Firenze, dove Bartali è stato sepolto.

“E' una bellissima idea aver proposto agli studenti un tema su Bartali. Gino è stato un esempio positivo nello sport e nella vita, per lui amicizia e rispetto venivano prima della rivalità. E' bello che si sia voluto far conoscere un grandissimo sportivo e un grandissimo uomo, generoso e sobrio nella vita privata”, ha detto Bresci.

“Auguriamo a tutti i maturandi – aggiunge l'Associazione Amici del Museo del Ciclismo 'Gino Bartali' di Firenze -, di raggiungere i loro obiettivi, accompagnati da Gino nella scalata alla prima grande vetta della loro vita”.

Bartali, oltre che campione nel ciclismo, lo è stato anche nella vita, opponendosi a modo suo all'occupazione nazifascista in Italia.

Ginettaccio contribuì infatti durante la guerra, a rischio della vita, tra il 1943 e il 1944, a salvare centinaia di ebrei, nascondendo nella bici e trasportando durante gli allenamenti da Firenze ad Assisi documenti fondamentali alla loro salvezza. Proprio per questo il memoriale ufficiale dello Stato di Israele lo ha nominato 'Giusto tra le Nazioni'.

Giorno della Memoria: quando Ginettaccio salvò 800 ebrei

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