Scandicci: tre mesi di alloggio per il disoccupato che voleva vendere un rene

Sotto sfratto, nel timore di perdere l'affidamento dei figli, l'uomo aveva posto l'annuncio shock. Il Comune gli offre tre mesi in bed&breakfast e un corso di formazione

Rosario Giangrasso

Alla fine lo sfratto, annunciato per l’altro ieri, non c’è stato. Rosario Giangrasso, il 49enne che alcune settimane fa mise all’ospedale Torregalli di Scandicci un annuncio per vendere un rene, avrà tempo fino al 13 maggio per traslocare nell’affittacamere di Lastra a Signa (un bed&breakfast) che il Comune di Scandicci gli ha messo a disposizione per i prossimi tre mesi. Rosario potrà stare là con la moglie e i due figli, di 9 e 11 anni. Nel frattempo dovrà impegnarsi a cercare un lavoro e incontrarsi con funzionari del Comune ogni 15 giorni per verificare la situazione.

“Per il momento va bene così”, tira un sospiro di sollievo Giangrasso, di origini siciliane ma a Scandicci da anni. Il gesto eclatante a cui era arrivato, raccontato in anteprima da FirenzeToday e poi ripreso da stampa e televisioni locali e nazionali, arrivava dopo mesi e mesi di difficoltà. E’ da due anni che Giangrasso non ha un
lavoro fisso. Nel marzo del 2012, dopo 12 mesi di disoccupazione, era salito per protesta a 50 metri d’altezza sulla gru del centro Rogers di Scandicci. “E’ in quel momento che mi chiamò lo Scandicci Calcio per darmi un impiego da magazziniere”, ricorda Giangrasso. Che iniziò a ricevere dalla società sportiva
640 euro al mese, la stessa cifra scritta sul canone mensile d’affitto.

“E a quel punto ho dovuto scegliere: o l’affitto o dar da mangiare ai figli”. Poi il rischio sfratto e la proposta del Comune di trasferirsi nello sgabuzzino dello Scandicci Calcio. “Non ho accettato perché i servizi sociali mi avrebbero tolto i bambini per l’inidoneità dell’alloggio”. In seguito al clamore suscitato dalla storia raccontata da FirenzeToday a metà aprile (pochi giorni dopo Giangrasso e la moglie sono stati ospiti in una nota trasmissione
Rai dove è intervenuto telefonicamente anche l’assessore al welfare del Comune di Scandicci Sandro Fallani), il Comune, che fa sapere di occuparsi del caso da tempo e di avere già assistito in passato la famiglia Giangrasso, si impegna ad aiutarlo, invitando l’uomo a non mettere in atto ulteriori comportamenti azzardati. Presto, infine, dovrebbe uscire il nuovo bando (in ritardo sui tempi stabiliti) per accedere alle case popolari, una speranza a cui si aggrappa la famiglia Giangrasso.

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