Furti in casa, sgominata banda responsabile di decine di colpi: 9 arresti

Operazione della polizia, le indagini sono partite da un telefonino dimenticato su un'auto rubata

Sono accusati di aver commesso almeno 29 furti in appartamento, nella provincia fiorentina (a Lastra a Signa, Signa, Pontassieve, Montelupo Fiorentino) ma anche in molte altre zone della Regione: a Pistoia, nel Pisano e nel Livornese, in particolare nei centri di Rosignano Marittima, Cecina, Castagneto Carducci.

La polizia ha sgominato "una vera e propria banda specializzata, dei liberi professionisti del crimine senza altra occupazione accertata". Così li ha definiti il procuratore Giuseppe Creazzo, nella conferenza stampa di questa mattina in Questura, alla presenza di Antonio De Santis, capo della squadra mobile di Firenze, e al capo della sezione antirapine Alessandro Gallo.

L'operazione è stata condotta dalla squadra mobile della Questura di Firenze ieri mattina e ha portato all'arresto, tra Firenze, Pontassieve, Calenzano e Marina di Massa, di 9 persone, 8 uomini e 1 donna, tra i 20 e i 47 anni, tutti di nazionalità albanese. Tutti finiti in carcere tranne uno, ai domiciliari. Altri tre, su cui gravava un provvedimento di arresto, sono sfuggiti alle manette e risultano essere in Albania.

I 29 colpi contestati alla banda sono stati commessi tra la fine di luglio e la fine di settembre 2018. Le indagini sono partite grazie al ritrovamento, il 20 luglio, di un telefono cellulare dimenticato su un'auto risultata rubata a Lastra a Signa e poi abbandonata a Firenze in via Baracca.

Dall'utenza telefonica gli investigatori sono risaliti ad altri contatti telefonici ed hanno potuto iniziare un'accurata attività di intercettazioni, dalle quali è emersa la 'familiarità' della banda con il crimine: parlando tra loro i componenti non si scambiavano mai infatti informazioni o dettagli precisi.

Inoltre spegnevano i telefoni ben prima di ogni colpo, per poi riaccenderli quando già erano rientrati presso le diverse 'abitazioni'.

Diversi di loro sono risultati dimoranti presso l'ex hotel Concorde di viale Gori, a Firenze, occupato abusivamente in passato e dove si sfiorò anche la tragedia nel dicembre scorso, quando scoppiò un incendio con diverse persone all'interno.

Altri componenti della banda risultavano invece abitare in un appartamento in viale Corsica, affittato a nero. La donna aveva il ruolo di autista, andando quando necessario a riprendere gli uomini, che agivano sempre in 'formazioni' di 3-4 persone, dopo i vari colpi.

Tra gli arrestati anche colui che aveva il ruolo di ricettatore. Si tratta di uno dei più anziani del gruppo, un 46enne, fermato nell'abitazione dove viveva a Calenzano, in via Lucca: all'interno dell'appartamento sono stati trovati 20mila euro in contanti, oltre a gioielli e ad una grandissima quantità di oggetti e capi di valore, come borse o vestiti griffati di grandi marche. All'interno degli armadi beni che, seppur da stimare, potrebbero raggiungere il valore di diverse decine di migliaia di euro.

La banda, come detto, è accusata di aver commesso 29 furti in appartamento, ma i colpi potrebbero essere stati molti di più, forse centinaia.

I 3-4 di volta in volta 'incaricati' del colpo raggiungevano la città prescelta in treno (di solito nelle giornate estive più torride, confidando nelle finestre lasciate aperte), per poi rientrare solitamente alle 'basi' di Firenze con auto rubate e abbandonate immediatamente dopo il rientro.

I furti venivano commessi anche con i proprietari che dormivano all'interno delle proprie abitazioni: in almeno due casi si sarebbero svegliati e in almeno un caso una persona sarebbe stata minacciata con un coltello. Uno degli arrestati è stato fermato all'aeroporto di Pisa mentre stava per prendere un aereo in direzione Tirana.

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