Furti nelle gioiellerie: le vittime fanno squadra con la chat WhatsApp

Custodia cautelare in carcere per un 46enne arrestato dalla squadra mobile a Sesto Fiorentino. Nell'ordinanza sono stati contestati all’uomo almeno 4 episodi avvenuti a Firenze tra il 23 e il 24 settembre 

Lo scorso 25 settembre la polizia di stato aveva arrestato un 46enne crotonese per un furto aggravato commesso in una gioielleria a Sesto Fiorentino. A carico dello stesso uomo è poi scattata la misura della custodia cautelare in carcere emessa dal gip del tribunale di Firenze in quanto, all’esito di una serie di riscontri investigativi evidenziati dalla Procura della Repubblica fiorentina, è ritenuto responsabile di almeno altri 4 colpi in altrettante gioiellerie, per un bottino complessivo stimato intorno ai 10.000 euro.

Le indagini hanno preso spunto proprio dall’arresto della squadra mobile - sezione reati contro il patrimonio - che ha fermato l’uomo dopo che aveva rubato a Sesto Fioretino dei monili in oro del valore di circa 2.000 euro.

Gli investigatori hanno verificato a ritroso le soste da lui effettuate nei giorni precedenti e, grazie ai report del sistema di localizzazione satellitare installato sulla sua macchina a noleggio, hanno individuato dei negozi “Compro Oro” - uno a Novoli (Firenze) e due a Prato - dove gli agenti hanno recuperato gran parte della refurtiva asportata tra il 23 e il 24 settembre dalle gioiellerie.

Il 23 settembre una di queste, il negozio Bulgari di via de’ Tornabuoni, aveva subito il furto di un bracciale del valore di oltre 6.000 euro. Il giorno seguente, sempre con lo stesso modus operandi - consistito nel distrarre le vittime ponendo loro numerose domande e chiedendo di mostrargli in successione più oggetti per farle allontanare a prenderne altri - erano stati invece messi a segno tre colpi in altrettante gioiellerie di “Gavinana”.
Uno dei negozianti derubati, accortosi della mancanza di una collana in oro bianco del valore commerciale di 1600 euro dal suo negozio, aveva addirittura avuto cognizione, tramite una chat Whatsapp tra commercianti di zona, di diversi tentativi di furto effettuati nella stessa giornata, nonché di altri colpi, andati invece a segno, per mano del medesimo soggetto.

Quest’ultimo era stato successivamente riconosciuto dagli inquirenti nelle immagini di videosorveglianza interna degli esercizi, oltre che nelle individuazioni fotografiche delle vittime. Analizzando una serie di elementi comuni ai colpi gli investigatori della squadra mobile, diretta Antonino De Santis, avevano subito concentrato la loro attenzione sull’indagato, peraltro già noto alle forze di polizia, rintracciandolo subito dopo il colpo a Sesto Fiorentino.

Inoltre, secondo quanto riscontrato, l’indagato si presentava di volta nei “Compro Oro” per vendere la refurtiva, esibendo il proprio documento di identità. A seguito di questi riscontri il Tribunale di Firenze ha emesso il provvedimento eseguito nei giorni scorsi dalla squadra mobile.
 
 
 
 

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