Rubavano in casa fingendosi carabinieri: arrestata banda di ladri

Tre persone finite in manette

Questa mattina sono stati arrestati tre uomini di nazionalità romena ritenuti di aver derubato un’abitazione di Sesto Fiorentino fingendosi di essere carabinieri. I tre, di età compresa tra i 36 e i 33 anni, sono stati arrestati a Signa, Firenze e Rufina.

Il primo marzo si sono presentati alla porta di casa di un donna affetta da Alzehimer fingendosi carabinieri. Avevano abiti simili a quelli dei militari inoltre, essendo residenti in Italia da molto tempo, non avevano alcuna inflessione linguistica. I tre hanno raccontato alla donna, che abita in una villetta bifamiliare a Sesto Fiorentino, che nella zona stavano avvenendo diversi furti di gioielli e dovevano controllare sei ladri avessero portato via oggetti anche da quell’abitazione. La donna e la sua collaboratrice domestica hanno fatto entrare in casa i malviventi.

Le donne hanno mostrato i loro gioielli che sono stati fatti sparire immediatamente dagli uomini. Mentre uno dei tre parlava con le signore, gli altri due sono entrati in camera della domestica e hanno rubato i monili presenti nella stanza.

I falsi carabinieri hanno poi fatto finta di parlare con una fantomatica centrale operativa che diceva di controllare anche l’appartamento di sopra dove abita il figlio della signora che in quel momento era al lavoro. Le donne li hanno quindi fatti entrare nell’abitazione del piano di sopra. I tre (in tutta tranquillità) hanno aperto la cassaforte dell’abitazione con un flessibile. Subito dopo si sono dati alla fuga.

La domestica, appena sono fuggiti, ha capito che erano state derubate, si è affacciata al balcone e ha iniziato a urlare. Un vicino di casa delle signore ha notato una Fiat Panda di colore nero che fuggiva a tutta velocità, proprio grazie a questo dettaglio i militari sono riusciti a identificare i tre. La vettura era stata fermata il 27 febbraio a Borgo San Lorenzo, qui i carabinieri avevano identificato i malfattori. Quando i militari hanno capito che poteva trattarsi di quella macchina, hanno fatto vedere alle signore le foto dei malviventi e li hanno riconosciuti. Così questa mattina sono scattati gli arresti.

Gli uomini sono accusati di furto aggravato, sostituzione di persona e uso di segni distintivi contraffatti. Tutti hanno precedenti penali, uno di loro è già stato condannato per sfruttamento della prostituzione.

Purtroppo non è stata recuperata la refurtiva (dal valore di circa 10mila euro). L’ipotesi al vaglio degli investigatori è che i tre abbiano messo a segno anche altri furti con la stessa tecnica.

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