Lorenzo Orsetti: rientra a Firenze la salma del giovane ucciso in Siria

La famiglia e la comunità curda stanno organizzando l'accoglienza: ultimo saluto all'Sms di Rifredi, funerali a San Miniato

Tornerà a casa, a Firenze, domenica prossima, 23 giugno, la salma di Lorenzo Orsetti, il giovane fiorentino ucciso in Siria combattendo contro l'Isis il 18 marzo scorso, dopo l'autopsia disposta dalla procura di Roma ed effettuata nella capitale.

Lo hanno annunciato con un comunicato su Facebook, pubblicato sulla pagina del Coordinamento Toscana per il Kurdistan, la comunità curda e la famiglia di Lorenzo, Orso per gli amici, nome di battaglia Tekoser.

Dalle 10 alle 20 di domenica 23, si legge nella nota diffusa, al SMS di Rifredi di via Vittorio Emanuele II, 303, sarà organizzata l'accoglienza della salma del giovane. Alle 17:30, nello stesso luogo, la cerimonia di saluto, alla presenza di familiari e amici, della Comunità Kurda, e "delle realtà politiche ed associative che vorranno portare il loro contributo e la loro solidarietà".

Il corteo in ricordo di Orso: sfilano a migliaia / FOTO

Il giorno seguente, lunedì 24 giugno, dalle 10:30 momento pubblico di ricordo nel piazzale di San Miniato al Monte, in via delle Porte Sante 34. Alle ore 12 tumulazione in forma privata nel cimitero delle Porte Sante, accanto ai partigiani. 

'Orso' ha perso la vita in un’imboscata mentre con alcuni compagni era impegnato nella liberazione delle ultime zone rimaste sotto controllo dello Stato Islamico in territorio siriano.

"La sua scelta di unirsi alle YPG-YPJ (le milizie curde) nel Kurdistan, non è stata un caso, dettata da incoscienza o da ricerca di fama o di emozioni forti. Sapeva benissimo di correre dei rischi, ma sentiva forte il bisogno di superare i limiti e le ingiustizie che il sistema capitalista ci impone sia a livello individuale che collettivo", si legge nello stesso comunicato, firmato da 'Assemblea Cittadina di Firenze per Orso Tekoser, Familiari e amiche/i di Lorenzo'.

"Orso, partigiano fiorentino, era in Siria perché aveva trovato nella rivoluzione kurda la cosa più vicina ai suoi ideali di libertà, antifascismo, uguaglianza, rispetto, perché credeva che ognuno di noi deve fare la sua parte se vogliamo costruire una società dove questi non siano altro che parole vuote. E lui la sua parte ha avuto il coraggio di farla".

VIDEO - Il testamento di Orso: "Rifarei questa scelta mille volte"

"La sua morte ci ha colpito e ha lasciato in tutti noi un segno. Ma come lui stesso ha scritto, non possiamo cedere alla tristezza ed alla rassegnazione. Perché è necessario - si legge ancora -, continuare a combattere per ciò che è giusto, per ciò che si ama; la lotta non è finita e non lo è nemmeno la speranza di vittoria. E questa speranza, come faceva Orso, dobbiamo tenercela ben stretta".

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