Lacrime e commozione ai funerali di Alberto e Marta: "Questo è il loro matrimonio"

I funerali della coppia che ha perso la vita nel crollo del Ponte Morandi: avrebbero dovuto sposarsi in quella stessa chiesa

In quella chiesa si sarebbero dovuti sposare tra meno di un anno, a maggio 2019. Lì avevano seguito anche il corso prematrimoniale insieme al parroco, Roberto Jokanovic. E sempre lì, fino alla scorsa primavera, Marta si riuniva ogni venerdì sera per cantare nel coro parrocchiale. Poi aveva vinto un concorso all'Ospedale di Alessandria, dove si era trasferita per un anno a svolgere la sua professione di infermiera. L'obiettivo era rimasto però quello di tornare a vivere nella città della Torre dove i due stavano costruendo insieme il loro futuro, passo dopo passo.

Si sono svolti questa mattina, venerdì 17 agosto, a Pisa nella chiesa dei Santi Jacopo e Filippo, alle Piagge, i funerali di Alberto Fanfani, 32 anni, e Marta Danisi, 29, la coppia che ha perso la vita mentre stava percorrendo il Ponte Morandi, a Genova, durante il crollo che si è verificato la vigilia di ferragosto e che ha provocato decine di vittime. Le famiglie dei genitori hanno infatti preferito rinunciare ai funerali di Stato. Non un gesto di protesta verso qualcosa o qualcuno, fanno sapere, ma una scelta dettata soprattutto dal legame che univa la coppia alla città.

In tanti, questa mattina, hanno voluto dare l'ultimo commosso saluto ai due nella piccola chiesa delle Piagge. Poi le salme saranno portate nelle rispettive città di origine: a Firenze quella di Alberto (dove si svolgerà domani, sabato 18 agosto, alle ore 10, nella chiesa di Badia a Ripoli, un'altra cerimonia funebre) e a Sant'Agata Militello quella di Marta, il paese del Messinese dove la giovane era nata e cresciuta.

"Due vite strappate in un secondo - ha detto don Roberto durante l'omelia - che ci lasciano senza parole, con mille pensieri e interrogativi e con una sensazione di sgomento in fondo a ognuno di noi. Quando la morte colpisce così dei giovani, una gioventù promettente e matura, è normale farsi domande. Noi però non abbiamo risposte per quello che è accaduto e non potremo mai averle. Quello che Alberto e Marta hanno fatto nella loro esistenza è un esempio per tutti. Il donarsi agli altri veniva loro normale. Per loro la gioia era poter alleviare il dolore degli altri. Da qui anche la scelta delle loro professioni. Come sapete avevo preparato i due per il matrimonio. Oggi parlando con il papà di Alberto ci siamo detti: 'questo è il loro matrimonio, è la celebrazione del loro amore che manifestavano sempre davanti a tutti noi, con il sorriso sulle labbra e la loro voglia di vivere'".
 


Durante la funzione è stata letta anche una lettera inviata dall'arcivescovo di Pisa, Giovanni Paolo Benotto. "Nel cuore di ognuno di noi risuona la stessa domanda: perchè? Una domanda che rimane senza risposta. Possano Marta e Alberto cantare in cielo le lodi di Dio, così come hanno fatto in questa chiesa".
Poi il ricordo toccante degli altri membri del coro parrocchiale, alcuni dei quali rientrati dalle vacanze per assistere alla cerimonia funebre. "Trovare parole appropriate per esprimere le nostre emozioni non è facile: rabbia, dolore, incredulità. E' però impossibile non pensare ai bei momenti passati insieme, ai sorrisi, alle chiacchierate, ai venerdì sera passati in questa chiesa. Una chiesa che avrebbe dovuto ospitare un lieto evento, il vostro evento, e non tutto questo. Vi vogliamo ricordare come siete sempre stati: solari, radiosi, allegri, pieni di vita e amore. I nostri canti, le nostre melodie, le nostre chitarre, le nostre tastiere canteranno sempre note di amore e felicità per voi. Un abbraccio".

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