Forteto, addio alla comunità: il commissario scioglie l'associazione

Riconoscimento economico alle vittime: "Giorno storico". Marzetti in scadenza, governo al bivio su rinnovo e commissione

Ad annunciarlo è stato il commissario del governo Jacopo Marzetti: su decisione degli stessi soci è stata sciolta l'associazione "Il Forteto". Si tratta di un punto importante, che di fatto allontana dalla cooperativa di Vicchio la parte non legata alla produzione agricola-casearia. Quella che si è occupata dei minori, per intendersi.

Il legame indissolubile fra le varie realtà del Forteto era stato sottolineato dalle stesse sentenze: agivano come un soggetto unico. La separazione era stata dunque richiesta a gran voce dalle vittime, che parlano di "giorno storico". Oggi il lavoro del commissario, che ha mediato per ottenere il risultato, ha consentito questo passaggio.

Il commissario ha anche ribadito di aver "firmato lo stanziamento di 820mila euro a favore delle vittime riconosciute a sentenza, tranne una" e che la transazione verrà effettuata entro il 30 aprile 2020. 

Il mandato di Marzetti, iniziato un anno fa, scade in questi giorni (era stato rinnovato dopo sei mesi) e il governo ancora non ha fatto sapere se lo rinnoverà. Si tratta di un passaggio cruciale: un rinnovo consentirebbe la prosecuzione del lavoro sul tracciato segnato. 

"Lo scioglimento è un'ottima notizia, un colpo importante per la setta. - ha commentato il deputato di Fratelli d'Italia Giovanni Donzelli - Il lavoro da fare è ancora molto e ci auguriamo il governo voglia proseguire su questa strada. La settimana prossima (giovedì 19 ndr) è stata convocata per la terza volta la prima riunione Commissione d'inchiesta parlamentare sul Forteto. Basta con i giochetti sulle poltrone: ci auguriamo che questa volta si parta davvero e si inizi a lavorare seriamente - ha concluso - anche da questo capiremo le reali intenzioni della maggioranza".

"Il 'mostro' a tre teste costruito dal condannato Rodolfo Fiesoli e dai suoi sodali in cui si declinava Il Forteto non esiste più. - ha sottolineato il deputato di Forza Italia Stefano Mugnai - Oggi resta solo la parte sana della realtà produttiva, su cui ancora c'è da lavorare e per la quale auspichiamo che l'attuale commissario venga confermato. Oggi l'Orco è in cella, la comunità-setta è sciolta. La Fondazione che ne amplificava le distorsioni concettuali anche". Per Mugnai "è il tempo del riscatto": "Quello politico ci impegniamo a portarlo avanti noi, in seno alla Commissione parlamentare d'inchiesta", ha concluso.

Per le parlamentari del Movimento 5 Stelle Laura Bottici e Yana Ehm, "la volontà delle istituzioni è stata fondamentale per voltare veramente pagina, e per far sì che atrocità del genere non accadano mai più". "Adesso - hanno aggiunto - spetterà alla commissione di inchiesta parlamentare, di cui facciamo parte, indagare su questa storia per portare alla luce le eventuali connivenze e complicità rimaste in ombra".

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Per il consigliere regionale della Lega, Jacopo Alberti: "Ogni pezzo mantellato, legato a quei drammatici anni, è un passo avanti per rendere giustizia alle tante vittime di Fiesoli e compagni". L'esponente leghista ha ricordato che "Matteo Salvini, nostro segretario federale, sarà presto al Forteto per un sopralluogo alla struttura".

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