Forteto, Corte d'Appello: Fiesoli in carcere anche se anziano

Ecco le motivazioni del rifacimento del processo, ora si torna in Cassazione. Il sindaco di Dicomano: "Chiudere l'Associazione"

Un altro fascicolo duro, inequivocabile, che non lascia dubbi su Fiesoli. Tanto da affermare, nonostante il "Profeta" non sia al momento in carcere, che non ci possono essere sconti di pena nei suoi confronti. Lo dice la Corte d'Appello di Firenze nelle motivazioni del rifacimento del processo, respingendo le eccezioni dei legali del "Profeta" che "hanno contestato come illegale l'irrogazione di una pena così elevata" (14 anni e 10 mesi) perché "equivarrebbe ad una pena protratta fino alla morte".

Il nuovo processo ordinato dalla Cassazione riguardava Fiesoli ed altre cinque persone per un capo d'accusa, e si è svolto lo scorso 26 ottobre. Per i giudici della Corte, che hanno confermato nei fatti l'impianto accusatorio dei magistrati fiorentini, la pena "non può essere ridotta solo in relazione all'età, né può essere valutata come illegittima o incostituzionale (come avevano sostenuto i leagli di Fiesoli, Mazza e Zilletti ndr) per il fatto che egli potrebbe non spravvivere alla sua durata". L'esecuzione potrà essere sospesa solo "se essa dovesse diventare incompatibile con le condizioni personali del condannato". 

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Oltre a Fiesoli i giudici hanno condannato a 6 anni e 4 mesi anche Daniela Tardani, che era uscita senza condanna dalla Cassazione. Patteggiamento a due anni per altri quattro imputati tirati in ballo dalla Suprema Corte nel rifacimento del processo: Luigi Serpi, Mariella Consorti, Elena Tempestini e Francesca Tardani. Ora si attendono i ricorsi delle parti e poi la fissazione dell'udienza a Roma.

Intanto, il sindaco di Dicomano Stefano Passiatore ha incontrato il prefetto di Firenze Laura Lega chiedendo di sciogliere l'Associazione "Il Forteto", che "esisterebbe ancora" e avrebbe svolto un "ruolo criminoso" nella drammatica vicenda del Forteto. “A nostro avviso l'associazione - sottolinea il sindaco - risulta assolutamente impossibilitata a perseguire i fini e gli scopi sociali riportati nello statuto che risultano assolutamente incompatibili a seguito di quanto emerso dalle sentenze giudiziarie”. 

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