Forteto, svolta in Mugello: i comuni aprono al commissariamento

Dopo la sentenza della Cassazione le istituzioni locali chiedono "misure estreme" per tutelare i deboli. Coop in subbuglio

Bene la commissione d'inchiesta parlamentare e sì a "misure estreme" per proseguire nella discontinuità della cooperativa agricola. Sulla vicenda del Forteto, dopo il pronunciamento della Cassazione con la sentenza definitiva che ha cristallizzato i fatti accertati dai processi fiorentini, oltre che portato all'arresto di Rodolfo Fiesoli, sembra muoversi qualcosa. Perché le prese di posizioni in questo senso ora non arrivano più soltanto dalle vittime e dalle opposizioni, ma anche dalle istituzioni locali.

In una nota l'Unione dei comuni e la Società della salute del Mugello, così, per la prima volta mettono nero su bianco l'apertura anche all'ipotesi del commissariamento della cooperativa. Nessuna preclusione, anzi: "Pur di scongiurare crisi produttive che si ripercuoterebbero inevitabilmente sui lavoratori e che colpirebbero in primo luogo i più deboli".

Una presa di posizione che rappresenta una novità assoluta in una vicenda dalla storia decennale, per di più perché arriva di concerto a quella, giunta ieri, dall'associazione Artemisia, FormAzione Co&So Network e Abitare Solidale, soggetti impegnati insieme alla stessa Società della salute e Anci Toscana nel progetto "Oltre" della Regione Toscana per assistere, recuperare, reinserire nella società le vittime del Forteto. E per la prima volta anche soggetti del mondo della cooperazione sgretolano così il muro costruito fino ad oggi.

"Le istituzioni mugellane auspicano la prosecuzione delle varie iniziative, anche parlamentari, come la commissione d'inchiesta votata dal Senato, per l'ulteriore definizione delle responsabilità che ai vari livelli hanno permesso il generarsi di tali fatti", ribadiscono i comuni in una nota. "Rispetto a quella che era la situazione iniziale dell’ambiente del Forteto degli scorsi anni si registrano cambiamenti, ma ancora molto rimane da fare", continuano.

"Per questo occorre che la cooperativa prenda decisioni forti e chiare per ricreare una organizzazione capace di dare serenità ai 100 lavoratori occupati e in particolare alle vittime che sono ancora fra i dipendenti. Le istituzioni locali auspicano la risoluzione dell'attuale situazione di incertezza organizzativa", concludono.

La situazione è in evoluzione, tanto che Confcooperative Toscana e Legacoop Toscana, alle quali la cooperativa Il Forteto sono affiliate, in una nota si sono affrettate a ribadire la loro posizione: "Nessuna frattura fra coop bianche e rosse, piena fiducia nel nuovo Cda, andiamo avanti in un percorso condiviso che vuole salvare la cooperativa, i lavoratori e il tessuto economico del territorio”, glissando, e quindi di fatto respingendo, sul benestare alle iniziative forti paventate dalle istituzioni locali.

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