Forteto: primo sì alla commissione parlamentare. E' corsa contro il tempo

Per l'inchiesta ora serve il voto dell'aula. Le incognite pausa estiva e voto anticipato

Finalmente le istituzioni italiane mettono gli occhi sulla vicenda Forteto. La commissione giustizia del Senato ha dato il primo via libera ieri all'istituzione di una commissione d'inchiesta parlamentare sulla vicenda. Si tratta di un primo passo importante, che dà asilo alle istanze delle vittime che da molti anni chiedono attenzione e giustizia. E che permette a questa storia fatta di abusi, ma anche di ombre e silenzi, di varcare i confini toscani. La commissione sarebbe uno strumento importante perché ha poteri istruttori analoghi a quelli della Magistratura. Ma oggi non si può certo dire che si sia giunti ad un traguardo. Anzi.

La proposta di legge, voluta fortemente dalla caparbia della senatrice del Movimento 5 Stelle Laura Bottici e sottoscritta da molti senatori di tutte le opposizioni, è ora nelle mani della senatrice del Partito democratico Rosaria Capacchione, campana, ma giornalista di professione e soprattutto già membro della commissione antimafia guidata da Rosy Bindi. Spetterà a lei, che ha già emendato il testo passato in commissione, disegnare la legge da presentare in aula.

Quindi, ricapitolando: la proposta dovrà essere calendarizzata e poi approvata dall'assemblea di Palazzo Madama, che dovrà anche decidere se l'organismo sarà mono o bicamerale. Poi, se il voto sarà positivo, potrà essere istituita. C'è anche l'ostacolo della pausa estiva, che prevede la sospensione dei lavori delle camere. Senza dimenticare, fatto tutt'altro che marginale, che la legislatura è agli sgoccioli e a marzo 2018 arriverà ai suoi 5 anni di vita naturale. Ma c'è anche chi scommette che si potrebbe votare già ad ottobre 2017.

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L'incognita tempi, insomma, è concreta. Perché quando le camere saranno sciolte decadrà automaticamente anche la commissione, che per continuare a lavorare nella nuova legislatura avrà bisogno di un nuovo iter per essere istituita. La vicenda necessita di un approfondimento serio e non può essere liquidata in fretta e furia. Serve un'inchiesta vera che cerchi di capire di più sul perché sia stato possibile che una realtà del genere sia riuscita per 40 anni a perpetrare abusi sfruttando le storture del sistema. Così come dovrà dare risposte sulla questione della discontinuità nella governance della cooperativa attuale, a partire dall'ipotesi commissariamento. Insomma il Parlamento ha messo gli occhi sul Forteto, ma se si vuol scavare secchiello e paletta non possono bastare.

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