Il Forteto: "Noi discontinui col passato, ci usano per propaganda"

Il Cda si difende dalle accuse: "Fiesoli ci risarcirà". Ma le polemiche restano

"La discontinuità con l’esperienza della Comunità è ormai avvenuta ed è nei fatti". E' la presa di posizione, descritta in una nota, del Cda della cooperativa agricola Il Forteto. Da tempo si parla infatti del tema della correlazione fra la struttura attiva oggi e gli abusi perpetrati per anni in quel luogo, messi nero su bianco dalle sentenza dei tribunali. Nei giorni scorsi le polemiche si sono riaccese ancora, dopo alcune voci su ipotesi di commissariamento richiesto da tempo da molte parti della politica. 

A testimoniare la discontinuità di cui sopra, secondo chi guida oggi la cooperativa presieduta da Ferdinando Palanti, ci sarebbe "il totale rinnovamento della compagine sociale (che è cambiata per quasi il 60% negli ultimi 18 mesi), l'esclusione dei soci condannati dalla Corte di Cassazione nel processo penaleo che hanno disatteso lo statuto sociale (oltre 34 soci esclusi), l’apertura dei nuovi uffici amministrativi accanto al negozio (con l’investimento di una somma ingente), la separazione di tutti i locali aziendali della Cooperativa con gli spazi della Comunità (con l’utilizzo dei relativi proventi al risarcimento delle vittime dei fatti delittuosi), il rinnovamento tuttora in corso della governance aziendale (con la introduzione della figura del Direttore generale, l’organigramma, il codice etico)".

"Continuiamo a dare lavoro a quasi 100 persone - spiega ancora la nota - con un fatturato che ha ripreso a crescere e con un consolidato apprezzamento per i prodotti nostri e della nostra terra, in tutto il mondo. Insistere sui temi di un passato che è stato rimosso, e condannato - si dice dal Forteto - significa negare l'evidenza e riportare in maniera anacronistica le lancette dell’orologio a ciò che non appartiene più alla cooperativa", che cita a riguardo la sentenza del tribunale di Firenze del settembre 2018. Qui l'imputato era soltato Fiesoli e da tempo "lontano" dalla struttura, secondo quanto riferito dai suoi stessi avvocati.

Fiesoli, sottolineano dalla cooperativa, "è stato condannato a risarcire il danno causato proprio alla cooperativa Il Forteto, costituitasi parte civile nel procedimento". Nessun accenno, però, alle questioni tirate in ballo nei giorni scorsi, rispetto al passaggio di deleghe a due membri del Cda che, al processo di primo grado, testimoniarono secondo i giudici in maniera "non credibile", o alle dimissioni del direttore generale arrivate nelle scorse settimane. In conclusione il Cda del Forteto accusa chi strumentalizzerebbe le attuali vicenda per "propaganda politica o giudiziaria".

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